L’Assolo di Laura Morante al Festival del cinema italiano

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Grandi ospiti, pubblico numeroso, studenti attenti e partecipi: queste le caratteristiche della 13ª edizione del Festival Il cinema italiano a Como. Lunedì sera la sala gremita ha accolto la madrina Laura Morante, che si conferma tra le interpreti più amate del cinema italiano, nonostante ci abbia scherzato su: «So che esiste una cucina più amata dagli italiani, non so se ci sia un’attrice». Le domande del pubblico hanno spaziato dal suo film, Assolo, al ruolo di regista, alla sua posizione rispetto al manifesto Dissenso comune.

Laura Morante con Paolo Lipari

Nonostante l’attendesse, il giorno successivo, la prima della piéce Locandiera B&B al Teatro Franco Parenti di Milano, l’attrice ha conversato con grande affabilità con Paolo Lipari raccontando come da sempre ami la commedia e perché abbia scelto di girarne una.  Dichiarando di sentirsi più onesta quando il confine tra realtà e finzione è netto, ha specificato che il film non è autobiografico, per quanto ovviamente ci siano tratti personali, perlopiù elementi legati a esperienze di immaginazione o di sentimenti. Quello che collima tra lei e il suo personaggio è il rapporto con gli ex mariti: nonostante qualcuno in platea non trovasse realistica tale vicinanza, la regista ha spiegato che per lei sono importanti le persone più che i ruoli; motivo per cui, superati conflitto e  distacco, si recuperano le relazioni.

Da guarire, piuttosto, nel caso della protagonista Flavia, è lo stato di soggezione perenne. La rinascita di Flavia, tratteggiata in un finale che sa di onirico, con tinte più luminose e la scelta del rosso – colore contrastante per eccellenza – per alcuni dettagli, è anche un’indicazione di un nuovo femminismo che Laura Morante da sempre rivendica. Da anni si fa infatti portavoce – non solo attraverso i suoi film – di un cambiamento necessario  dopo il ventennio del Berlusconismo in cui si è verificata una sostanziale mancanza di rispetto della figura femminile. Non è forse un caso, peraltro, che le registe siano poche e poco riconosciute: il primo film di Laura Morante, Ciliegine, fu prodotto in Francia dopo mesi di giacenza in Rai, non è dato sapere se per questioni di genere o di gusto.

Posizione decisa e motivata anche quella rispetto al manifesto Dissenso comune, che la regista non ha firmato per diversi motivi. La Morante ha infatti chiarito che, non avendo subito molestie, non si sarebbe sentita a suo agio sottoscrivendo un documento steso da chi invece ne è stata vittima. Non ritiene, inoltre, che esso sia abbastanza incisivo né abbastanza onesto rispetto al tema, su cui serve andare più a fondo: non solo con i proclami ma anche con i fatti e i nomi. Dopo un dibattito così intenso, il Festival è proseguito con l’incontro tra gli studenti ed Erik Vallazza, ricercatore dell’istituto nazionale di fisica nucleare. Incuriositi dalle tematiche suggerite dal film Il senso della bellezza di Valerio Jalongo, seguito con grande silenzio e attenzione, i ragazzi hanno rivolto moltissime domande all’ospite.

Leonardo Di Costanzo e Anna Patierno, regista e interprete del film L’intrusa

Dopo la visione de L’intrusa, nel tardo pomeriggio, sul palco sono saliti il regista Leonardo Di Costanzo e Anna Patierno, una delle interpreti. Con il pubblico gli ospiti hanno approfondito genesi e motivazioni del film, acclamatissimo a Cannes e tratto da una storia vera. Giovanna, direttrice di un centro per ragazzi di Napoli, si trova ad accogliere quella che scoprirà essere la moglie di un boss con tutte le conseguenze che ciò porta nei rapporti tra ragazzi, educatori, famiglie e scuola. Tutti i punti di vista vengono riconosciuti senza giudicarli, anche grazie al vissuto degli attori – insieme ai bambini e alle loro storie – nei luoghi delle riprese, e all’empatia che ha contribuito a descrivere il mondo dell’associazionismo e del sociale; un mondo che il regista conosce e da tempo voleva raccontare per rendere omaggio all’attività strepitosa che gli operatori del settore svolgono. Un altro regista, Francesco Amato, è stato ospite in serata per parlare di Lasciati andare: dalla platea grande apprezzamento per le vicende del protagonista Elia Venezia e della  esilarante personal trainer spagnola, Claudia.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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