La tarda primavera di Ozu il viaggio nel cinema giapponese

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La quarta edizione della rassegna organizzata dal Cineclub Libreria del cinema, in collaborazione come sempre con Oltre lo Sguardo e TeatroGruppo Popolare alla Piccola Accademia, è dedicata interamente al cinema giapponese.

Scoperto negli anni Cinquanta grazie all’impulso dato dalla Mostra di Venezia, che ha presentato e premiato i grandi capolavori di Kurosawa e Mizoguchi, il cinema giapponese non ha smesso di affascinare gli spettatori occidentali che vedono in esso una forma al tempo stesso distante e vicina rispetto ai canoni del cinema americano ed europeo. Se la distanza si gioca sul piano culturale, la vicinanza si gioca sul quello del linguaggio, avendo i registi giapponesi assimilato – rielaborandoli in modo personale – i codici, la grammatica, i mezzi espressivi del cinema occidentale. Il primo appuntamento, sabato 13 ottobre alle 21, è con Tarda primavera di Yasujiro Ozu, presentato da Andrea Mariani.

Tarda primavera (Giappone, 1949, 108 minuti) di Yasujiro Ozu con Yumeji Tsukioka, Chishû Ryû, Setsuko Hara, Haruko Sugimura, Hohi Aoki, Jun Usami e Kuniko Miyake
Shukichi, professore vedovo, e la figlia Noriko trascorrono felicemente le loro giornate insieme, ma la zia Masa insiste perché Noriko si sposi. Shukichi comincia a vagliare dei possibili pretendenti, ma intuisce ben presto che la figlia non ha nessuna intenzione di abbandonarlo. Di fronte alle pressioni di Masa e convinto di operare nel giusto, Shukichi inventa quindi uno stratagemma che possa persuadere Noriko: fingerà di volersi risposare con una donna più giovane.


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