Io sono Li per il ciclo Migrazioni

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Nuovo appuntamento nell’aula magna dell’Università dell’Insubria con la rassegna Migrazioni, mercoledì 18 aprile alle 20.30. Io sono Li. È un racconto dei nostri tempi, una vicenda di normale immigrazione, ma anche una storia d’amore contemporanea. Protagonista è Shun Li, orientale che lavora in una tessitura alle porte della Capitale. Il suo sogno è ottenere i documenti per poter portare in Italia anche il suo bambino, che ha solo otto anni. Tutto sembra infermarsi quando, all’improvviso, viene trasferita a Chioggia dove trova lavoro come barista in un’osteria. Lì avviene l’incontro con “il poeta”, Bepi, un pescatore slavo. Tra i due immigrati, spiriti solitari, sembra nascere qualcosa, un qualcosa che non piace alle comunità, quella veneta, ma anche quella cinese, tradizionalmente chiuse.

Io sono Li (Francia / Italia, 2011, 100 min) di Andrea Segre con Zhao Tao, Rade Sherbedgia e Marco Paolini
Shun Li confeziona quaranta camicie al giorno per pagare il debito e i documenti che le permetteranno di riabbracciare suo figlio. Impiegata presso un laboratorio tessile, viene trasferita dalla periferia di Roma a Chioggia, città lagunare sospesa tra Venezia e Ferrara. Barista dell’osteria Paradiso, Shun Li impara l’italiano e gli italiani. Malinconica e piena di grazia trova amicizia e solidarietà in Bepi, un pescatore slavo da trent’anni a bagno nella Laguna. Poeta e gentiluomo, Bepi è profondamente commosso dalla sensibilità della donna di cui avverte lo struggimento per quel figlio e quella sua terra lontana. La loro intesa non sfugge agli sguardi limitati della provincia e delle rispettive comunità, mettendo bruscamente fine alla sentimentale corrispondenza. Separati loro malgrado, troveranno diversi destini ma parleranno per sempre la stessa lingua. Quella dell’amore. Ingresso libero.

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