Hugh Jackman è Barnum, the greatest showman

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Hugh Jackman smette i panni taglienti del Wolverine per indossare quelli variopinti di Phineas Taylor Barnum, il re dei fenomeni da baraccone. Ci sono due modi di raccontare la storia di questo imprenditore che portava in scena uomini e donne affetti dalle più rare patologie. Si può parlare dello sfruttatore senza scrupoli che ha fatto i soldi alle spalle dei “freaks”, dei “fenomeni da baraccone”. Oppure parlare di un uomo dal cuore grande che ha dato un lavoro e un senso a persone che non avevano neppure una vita. The greatest showman, il film di Michael Gracey in programma al Cineforum dell’Astra martedì 10 e mercoledì 11 aprile alle 15.30 e alle 21, ha scelto la seconda soluzione.

The greatest showman (Usa, 2017, 110 minuti) di Michael Gracey con Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Rebecca Ferguson, Zendaya e Keala Settle
Inizio Ottocento. Phineas Taylor Barnum è il figlio di un sarto che muore catapultando il bambino nel buio di un’infanzia dickensiana. Ma P.T. crede nel sogno americano di inventarsi un’identità nobile ritagliata dalla stoffa dei sogni, e il suo amore di gioventù, la dolce Charity, abbandona i privilegi della propria casta bramina per seguire le visioni di quello che diventerà suo marito e il padre delle loro due figlie. Per Barnum, convinto che ogni progetto debba essere realizzato «cinque volte più grande, e dappertutto», nulla è abbastanza: non il Museo delle stranezze che edifica nel centro di Manhattan per lo sgomento (e la curiosità morbosa) dei newyorkesi, non il circo che porta il suo nome in cui si esibiscono la donna barbuta e il gigante irlandese, il nano Tom Thumb e i gemeli siamesi. Perché quando P.T. Barnum «sta arrivando», lo fa come un ciclone inarrestabile che travolge ogni cosa al suo passaggio: steccati e ipocrisie, ma anche legami e sentimenti.

Ingresso con tessera.

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