Bird, in un film di Eastwood la vita di Charlie Parker

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Non è un mistero che Clint Eastwood sia, da sempre, un grande appassionato di jazz. Pianista autodidatta, grande estimatore di Erroll Garner, intitolò Play Misty for me il su primo film da regista, dove Misty è proprio lo standard composto dal grande strumentista. E se nei numerosi western che ha interpretato non c’è spazio per la musica afroamericana, se anche quando ha indossato i panni del musicista (Honkytonk man, da recuperare) si è ispirato a Hank Williams, il grande amore musicale della sua vita si è ben espresso con quel capolavoro che è Bird, realizzato nel 1988, giovedì 17 gennaio alle 21 sullo schermo dell’Officina della Musica di Como, in via Giulini 14B, per la rassegna Film & Jazz. Sarà un sassofonista noto nel comasco come Roberto Quadroni a raccontare la figura tormentata di Charlie Bird Parker, un insuperato maestro con una spiccata tendenza all’autodistruzione (è noto che quando spirò, prematuramente, a soli 34 anni il medico legale scrisse sul referto che si trattava di un “uomo sulla sessantina” tanto aveva abusato del suo corpo imponente). È stato impersonato da un grandissimo Forest Whitaker, premiato a Cannes mentre Eastwood ottenne il Golden Globe.

Bird (Usa, 198, 163 minuti) di Clint Eastwood con Forest Whitaker, Diane Venora, Samuel Bottoms, Sam Robards e Clint Eastwood
La vita di Charlie Parker, il sassofonista jazz più famoso, inventore del be-bop assieme a Dizzy Gillespie. Parker morì a 35 anni nel 1955, divorato dall’alcol e dalla droga.

Ingresso a 8 euro, riservato agli associati.

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