2001: odissea nello spazio al cinema dopo 50 anni

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«Per la prima volta dalla sua uscita, questa stampa in 70 millimetri è stata ricavata da una nuova stampa dei negativi originali. Si tratta di una vera e propria ricreazione fotochimica: non ci sono trucchi digitali, effetti rimasterizzati o un montaggio revisionista. Questo è il film, non restaurato, che ricrea l’evento cinematografico che il pubblico ha visto cinquant’anni fa». Parola di Christopher Nolan. Il grande cineasta, autore di film importanti e innovativi come Inception e Interstellar, oltre alla trilogia di Dark night, si è speso in prima persona a Cannes per presentare questa versione da anniversario di 2001: odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick, pietra angolare della cinematografia, pellicola rivoluzionaria in più di un senso.

Lunedì 4 e martedì 5 giugno torna nelle sale in questa versione “non restaurata”, ma ristampata dall’originale del 1968 seguendo tutti i procedimenti necessari per riportare allo splendore originale uno dei film più importanti della storia del cinema. Ispirato a due racconti dello scrittore Arthur C. Clarke, che lavorò con il regista alla sceneggiatura e, parallelamente, scrisse un romanzo ispirato all’opera cinematografica, realizzato con grande dispendio di mezzi e con tempi lunghi, è il primo film veramente “di Kubrick”.

Stankey Kubrick (al centro) sul set di 2001: odissea nello spazio

Dopo l’esordio indipendente con il successivamente rinnegato Fear and desire, il cineasta aveva realizzato due thriller per farsi conoscere, Il bacio dell’assassino e Rapina a mano armata, quest’ultimo già un capolavoro del genere che permise la realizzazione di Orizzonti di gloria. Dopo il mezzo passo falso di Spartacus, Lolita suscitò scandalo per il tema scabroso ereditando il clamore suscitato dal romanzo di Nabokov. Con Il dottor Stranamore, una commedia nera sulla guerra fredda, Kubrick si liberò delle ultime imposizioni e, da 2001 in poi, avrebbe realizzato solo i film che voleva, come li voleva, quando li voleva, con attori scelti da lui, collaboratori controllati da lui, tutto secondo il suo volere.

L’alba dell’uomo

E l’Odissea nello spazio si staccava decisamene da tutta la fantascienza di quel periodo: niente omini verdi che invadono la terra, dischi volanti e tecnologie impossibili. Lavorando a stretto contatto con la Nasa, Kubrick la prese alla lontana, dall’alba dell’uomo mostrando quell’elemento illuminante che influì sull’intelligenza che ha ci permesso di progredire fino a essere in grado di raggiungere il cosmo verso il successivo grado di evoluzione. Ma su questo cammino si frappone un ostacolo, l’intelligenza artificiale che si contrappone all’uomo – creatore. Il computer – ciclope Hal 9000 sconfitto dal novello Ulisse David Bowman è solo una delle iconiche realizzazioni di un’opera monumentale.

Keir Dullea è David Bowman

Dove vederlo

Uci Cinemas, Montano Lucino, ore 18 e ore 21
Cinelandia di Como, ore 21

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