Zauberflöte: la favola di Mozart rivive al Sociale

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Un Flauto magico da favola. Dopo l’apertura alla musica contemporanea di Ettore Majorana – Cronaca di infinite scomparse, il Teatro Sociale di Como torna a scommettere su Mozart, proponendo un allestimento fiabesco, visionario e di sogno dell’opera più enigmatica del compositore. Considerato parabola, racconto massonico, sogno, fiaba per bambini, Die Zauberflöte, Kv 620 è il Singspiel in due atti, scritto da Mozart in col- laborazione con Emanuel Schikaneder, che tutti riconoscono come testamento spirituale del genio di Salisburgo: la storia del giovane e valoroso principe Tamino che affronta prove per salvare l’amata Pamina ritorna con i propri significati esoterici e metaforici nell’allestimento del 2010 dell’Opéra Royal de Wallonie che ha fatto il giro d’Europa.

Il duo che lo firma, composto Cécile Roussat e Julien Lubek, proviene dalla scuola di dramma mimico del leggendario Marcel Marceau: come loro prima produzione lirica, i due registi registi francesi portano la propria formazione nell’arte acrobatica, del teatro delle marionette, dell’illusionismo e dell’arte circense in generale per ricreare le atmosfere del contesto creativo originario del celebre titolo mozartiano, quello in cui il Theater auf der Wieden di Vienna traboccava di persone di ogni ceto cui Mozart voleva trasmettere in una forma comprensibile a diversi livelli (quello di Tamino, quello del semplice Papageno) molteplici possibilità di lettura, da fiaba per bambini a metafora del percorso di crescita dell’individuo.

«Più che un’opera massonica – dicono Lubek e Roussat – Die Zauberflöte è per noi una parabola del cammino che porta dal- l’infanzia all’età adulta. È questa, a nostro avviso, la spiegazione del successo immediato, universale e duraturo di questo capolavoro». L’allestimento Roussat-Lubek imbeve di finezze espressive e trovate fra il garbato e l’ironico il palcoscenico, colorato delle scene da fiaba di Elodie Monet, dai costumi di Sylvie Skinazi e dalle luci di Marc Gingold.

A dirigere questa nuova produzione del circuito Opera Lombardia, che ha debuttato a Bergamo pochi giorni fa e torna al Sociale di Como domenica 5 novembre in matinée alle 15.30. Alla guida dell’orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, sarà Federico Maria Sardelli, direttore principale ospite dell’Orchestra Filarmonica di Torino, insignito dalla la Regione Toscana della sua più alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento. Dinanzi a lui, con il Coro Opera-Lombardia diretto da Diego Maccagnola e il Coro di voci bianche dell’Accademia Teatro alla Scala istruito da Marco De Gasperi, il cast vocale prevalentemente composto da vincitori e idonei dagli artisti del 68° concorso AsLiCo che ricopriranno i ruoli della Regina della Notte, Tamino, Pamina e Papageno. Sarastro sarà Abramo Rosalen e Papagena Giulia Bolcato.

Alla bellezza delle pagine mozartiane il Teatro Sociale promette di affiancare uno spettacolo fitto di bellezza e fantasia, nonché ricco di significati tali da portare alla riflessione, secondo l’originale culto illuministico della Ragione: qualcosa che, in questo periodo, non può che far bene. A partire dal percorso nel quale gli elementi simbolici contrapposti inducono spettatore e protagonista a rimettere in discussione le proprie con- vinzioni; quello che per noi è Bene alla fine si dimostra essere Male, così come si scambiano i concetti di Sogno e Realtà.

I biglietti per assistere all’opera sono disponibili alle casse a 53 euro (platea e palchi), 24 euro (IV galleria parapetto), 21 euro (V galleria, parapetto), 19 euro (IV galleria, ranghi) e 16 euro (V galleria, ranghi).

(Foto di Gianfranco Rota)

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