Una tregua sportiva per fermare la guerra

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Sabato sera, pizzata in famiglia, pioggia. In un’altra occasione avrei scelto la partita Milan – Juve (il calcio mi piace, gioco anche al Fantacalcio…), ma stavolta l’alternativa era lo spettacolo La tregua di Giuseppe Di Bello con Marco Continanza. Imperdibile. una-tregua-sportiva-per-fermare-la-guerra01Le entusiastiche recensioni che avevo avuto modo di leggere mi avevano colpita. Gli amici che l’avevano visto sono stati tutti concordi nel descriversi commossi dal testo e dall’interpretazione. A questo si aggiungeva il fatto che il ricavato sarebbe stato devoluto a Emergency e che lo spettacolo si sarebbe svolto all’interno della Basilica di San Vincenzo in Galliano, dove non ero – colpevolmente, lo so – mai stata. Le aspettative sono state non solo ripagate, bensì superate alla grande. Il testo è potente e deluna-tregua-sportiva-per-fermare-la-guerra02icato allo stesso tempo, la storia, ispirata a un episodio realmente accaduto durante la Prima guerra mondiale, commovente.
Non è possibile distogliere l’attenzione dalla scena nemmeno per un secondo, tanto l’interpretazione di Continanza è coinvolgente. Io sono rimasta completamente affascinata dal racconto, mi sono immedesimata nei giovani soldati e nei genitori che leggono le lettere del loro figliolo dal fronte. Mi sono entusiasmata al racconto degli incredibili fatti della vigilia di Natale del 1914. Ho sorriso immaginando lo scambio di auguri tra le trincee e ho provato una stretta al cuore pensando all’incontro tra tanti ragazzi che fino a poco prima erano costretti solo allo scontro. Mi sono elettrizzata al pensiero della… affollatissima partita tra gli anglosassoni e i sassoni (ve l’avevo detto, che mi piace il calcio,no?), ho riso al pensiero degli scozzesi in kilt e mi sono commossa per tutto il resto.
Spettacoli come questo mi fanno sempre invidiare il talento che un regista possa avere nello scrivere e realizzare un testo e che un attore possa avere nel renderlo così efficacemente. Marco Continanza è da solo, sul palco, non ha divise addosso (in senso fisico e metaforico). La scenografia e le luci, poi, avvolgono lo spettatore e sono parte dello spettacolo stesso e l’allestimento all’interno di Galliano rende tutto ancora più grande e speciale. Per quanto mi riguarda, sto già controllando le date delle prossime repliche. Il 4 novembre La tregua sarà al Teatro Rocchetta di Lomazzo.

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