Una giornata particolare per Valeria Solarino

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Bella e solare. Talentuosa, tanto da aver già lavorato, in una carriera cinematografica relativamente breve, con registi come D’Alatri, Veronesi, Andò, Calopresti e Placido, per citarne solo alcuni. Ora, mentre sul grande schermo è tra gli interpreti di Smetto quando voglio 2 di Sydney Sibilia, si appresta a calcare la scena del Teatro Sociale di Como, con un ruolo da far tremare le vene e i polsi. Si parla di Valeria Solarino che, il 22 e 23 febbraio, alle 20.30, porta in scena Una giornata particolare, trasposizione teatrale del celeberrimo film di Ettore Scola, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Nei panni che furono della Loren, Solarino è Antonietta, la protagonista femminile. Con lei, un altro nome noto di scena, tv e cinema: Giulio Scarpati. A lui il compito di interpretare Gabriele, lo speaker radiofonico omosessuale condannato al confino. A dirigere il duo e il resto del cast (con Toni Fornari, Guglielmo Poggi, Anna Ferraioli, Elisabetta Mirra e Paolo Minnielli) è Nora Venturini, mentre la sceneggiatura della pièce è firmata da Gigliola Fantoni, moglie di Scola.

Giulio Scarpati e Valeria Solarino in scena

Signora Solarino, scusi la domanda tormentone. Come si sente nell’affrontare un personaggio che, nell’immaginario collettivo, ha il volto e il carisma di una diva come la Loren?
È una questione a cui penso tutte le volte che voi giornalisti me la proponete (ride). Scherzi a parte, ritengo di essere davvero fortunata. Un’attrice deve sperare di potersi misurare con personaggi così belli, completi, complessi.
Quindi nessuna paura?
L’ansia c’è sempre ma è legata al desiderio di fare bene il proprio lavoro. Questa è la vera responsabilità. Il confronto con il film non esiste perché quello resta un capolavoro ed è un’altra cosa.
Come si è preparata e come ha costruito la sua Antonietta?
Quando ho saputo di aver ottenuto la parte, ho rivisto il film. Poi ho deciso di “accantonarlo” per potermi avvicinare al ruolo con la mia personalità. Va detto che, la sceneggiatura di Gigliola Fantoni è fedelissima al testo e che, se ci si pensa bene, lo stesso soggetto del film ha in sé degli elementi fortemente teatrali. Interpreto Antonietta discostandomi dalla napoletanità della Loren. Ho dato al personaggio qualcosa delle mie origini siciliane e per farlo ho recuperato anche la parlata di quella terra. Mi sono fatta aiutare da mio padre e da una zia.

Marcello Mastroianni e Sophia Loren nel film di Ettore Scola

Antonietta è una donna infelice, un’esclusa…
Come Gabriele, anche se per motivi diversi, è emarginata. Ho però cercato di conferirle anche un tono ironico e a tratti, leggero.
Lei ha avuto modo di incontrare Scola, in persona. Cosa vi siete detti?
Era una serata di cinema e quando lo incontrai, lui mi osservò con quel suo sguardo severo e quasi burbero. Quando mi presentarono come la prossima Antonietta, lui disse «Sei giusta, sei giusta…». Per me un incoraggiamento importantissimo.
Purtroppo Scola morì proprio all’inizio delle prove…
Sì e il rimpianto è che non abbia potuto vedere lo spettacolo completato. Sarebbe stato un critico prezioso.
La ritroviamo anche al cinema con Smetto quando voglio 2.
Sono felice di interpretare, un ruolo più leggero, benché la storia sia venata di qualche tono amaro. Comunque, si ride anche molto.
Una curiosità. So che Valeria Solarino è appassionata di tennis…
Sì, sono entusiasta di questo sport che pratico e che seguo come spettatrice. Ho chiesto l’autografo a Federer e non l’avevo fatto neanche con il mio mito Bruce Springsteen!
Il prossimo ruolo dunque in un film su una famosa tennista?
Magari! Chissà… (ride).

Biglietti da 27 a 13 euro più prevendita. Info: www.teatrosocialecomo.it.

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