Una giornata particolare per Giulio Scarpati

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Due solitudini, due mondi distanti, un incontro che sarà interludio di tenerezza e di verità, nel buio della barbarie. È Una giornata particolare, capolavoro di Ettore Scola, uno dei punti fermi della cinematografia italiana del Dopoguerra. Dopo il debutto, la vicenda di Antonietta e Gabriele, resi immortali da Sophia Loren e da Marcello Mastroianni, passerà dal grande schermo al palcoscenico in replica giovedì 23 febbraio alle 20.30. Per la Stagione Notte del Teatro Sociale di Como, è uno degli appuntamenti più attesi, con la trasposizione teatrale diretta da Nora Venturini e adattata da Gigliola Fantoni, moglie del compianto cineasta. A sobbarcarsi oneri e onori dell’interpretazione dei ruoli principali, due attori molto noti. Valeria Solarino, interprete legata al cinema, neofita delle scene, sarà la casalinga Antonietta, schiacciata dal ruolo di “angelo del focolare” nell’era fascista, mentre a dare volto e anima a Gabriele, l’annunciatore Eiar condannato al confino poiché omosessuale, è Giulio Scarpati, popolare interprete di fiction televisive (una su tutte Un medico in famiglia), ma attivo sulle scene e anche al cinema. Il teatro resta per Scarpati la vera passione e l’allestimento ambizioso ne è la prova.

Giulio Scarpati e Valeria Solarino in teatro

Scarpati, questa interpretazione, che la vede al posto di Mastroianni, in un cult del cinema, ha l’aria di un atto d’amore…
Sì. È così. Ho adorato il film di Scola e la scelta di mettere in scena una pièce teatrale è stata un omaggio al Maestro e alla sua poetica.
Trasporre storie per il grande schermo, crea spesso problemi, nel racconto. Come è andata, in questo caso?
Come molti ricorderanno, la vicenda si svolge in uno spazio delimitato, il palazzo popolare dove i due protagonisti restano soli durante la giornata del 6 maggio 1938. Hitler è giunto in visita e nessuno può mancare al “grandioso” evento. La scelta di Scola preserva le unità di tempo, spazio e azione e questo ha reso naturale portare la storia sul palco.
Vedremo la celeberrima scena della terrazza?
Non poteva mancare! L’adattamento è fedele. Abbiamo lavorato per rispettare i dettami di Scola fino all’ultimo. Lui era contento del progetto e dietro al suo sguardo burbero, si celava sempre il sorriso.

Sophia Loren e Marcello Mastroianni nel film

Anche la recitazione deve differenziarsi…
Naturalmente, il teatro non ci permette di giocare sulle minime espressioni facciali e sui gesti più impercettibili. Non avendo macchine da presa addosso dobbiamo puntare su altre risorse.
Veniamo alla domanda delle domande. Come affronta il “confronto” con il monumentale Mastroianni?
Con grande rispetto, ma con l’intento di costruire il “mio” Gabriele, uomo colto, dotato di ironia e di umorismo, pur nel drammatico momento che sta vivendo. Con Antonietta, riesce a ritagliarsi un momento di verità e che lo libera, che gli permette di non fingere più.
Come ha lavorato con Valeria Solarino?
Costruiamo il nostro legame, in scena, giorno per giorno. Ogni sera, dopo la replica, ci fermiamo, ancora con i costumi di scena indosso e ci confrontiamo. Lo chiamiamo il “dopo partita” e ci aiuta a confrontarci per migliorare sempre.

Biglietti da 27 a 13 euro. Info: www.teatrosocialecomo.it e 031270170.

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