Un serial giallo per il Sociale: è La donna che morì due volte

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Il Teatro Sociale di Como presenta una vera chicca nella Stagione notte in corso: Lo strano caso della donna che morì due volte, pièce teatrale su soggetto dei giallisti “lacustri” Giovanni Cocco e Amneris Magella, con drammaturgia e regia di Giuseppe Di Bello. Lo spettacolo andrà in scena, in prima nazionale, “a partire” dal 18 gennaio. La curiosità più intrigante dell’appuntamento è, infatti, proprio il suo essere costruito “a puntate”. Saranno quattro e si snoderanno, con cadenza mensile, il 15 febbraio, il 22 marzo e, infine, il 19 aprile, sempre alle 20.30. Non è tutto, visto che lo spettacolo non verrà rappresentato in modo canonico, ma condurrà il pubblico in un viaggio, un percorso itinerante che si terrà nei luoghi meno conosciuti del Sociale, anche perché la trama vede il teatro come scenario dell’azione. Un’opportunità davvero golosa per chi ama il genere del giallo, sulla scorta dei celebri serial americani. E per di più in salsa totalmente comasca. Si è già detto che lo spettacolo è una produzione del teatro Sociale di Como, che, da sempre, punta a diventare anche luogo di creazione di spettacoli, come già avviene per la lirica.

Attori, regista e autori de La donna che morì due volte

A rafforzare il filone comasco anche i nomi degli autori del giallo. Cocco, quarant’anni, è, infatti, nato a Como. Magella è nata a Milano ed è medico legale. Le due penne vivono tra Como e Lenno. Sono noti a livello nazionale per i libri scritti a quattro mani: Ombre sul lago, del 2013 e Omicidio alla Stazione centrale del 2015, entrambi editi da Guanda. Ai due scrittori si aggiunge il nome di Di Bello, anch’egli comasco doc, autore e regista, per lungo tempo attivo nel Teatro Città Murata e che oggi dirige l’Associazione culturale Anfiteatro. Sul palco vedremo un folto gruppo di attori. I protagonisti sono Marco Continanza e Stefano Andreoli. Il primo sarà un maresciallo dei carabinieri e il secondo un pubblico ministero. Nelle diverse puntate del racconto, vedremo in scena Simone Severgnini, Davide Marranchelli, Arianna Pollini, Cristina Bossi, Nicola Bizzarri, Manuela Clerici, Marco Minardi e Martina Legovic. Per altri ruoli, si cimenteranno gli allievi dei corsi avanzati della Scuola di Teatro del Teatro Sociale. Questa scelta porta sempre nella direzione del “teatro partecipato” che tante soddisfazioni ha regalato, in campo operistico, a Minghetti & Co. Certamente si tratta di una bella sfida.

Margherita Vitale: la donna che morì due volte

Per ora le anticipazioni sulla vicenda messa in scena sono scarne. Sappiamo che il filone del giallo si intreccerà a una trama che prende a modello Shakespeare. Vedremo i personaggi alle prese con passioni potenti e fatali, come l’avidità, l’odio, l’ambizione, ma soprattutto l’amore. Ecco qualche anticipazione dal regista Giuseppe Di Bello.

Stefano Andreoli

Come vi è venuto in mente di portare un giallo al Sociale?
L’idea è nata dalla mente vulcanica di Barbara Minghetti. Io poi non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità e da lì è nato tutto.

In più, vi siete avvalsi del contributo di due importanti giallisti, appunto Cocco & Magella. Come è avvenuto?
Li abbiamo coinvolti per chiedere loro un’idea di fondo, su cui strutturare la drammaturgia. È stata una collaborazione interessante che ha dato il via al lavoro. Poi la trama è stata costruita da me e in relazione con gli attori. Sono molto felice di dire, ora, a cose fatte, che Giovanni Cocco è tanto soddisfatto del risultato, da voler lavorare per un nuovo romanzo!

Leggeremo. Intanto, però, sveliamo qualche elemento di questo giallo, o meglio, noir…
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere! (Ride). Posso solo dire che la vicenda si svolge in tutto il teatro e non solo sul palco o in platea. Il pubblico (a gruppi di max 100 partecipanti) in ogni puntata verrà fatto spostare da una parte all’altra dell’edificio del Sociale, per “esplorarne” i luoghi non aperti al pubblico, dove si svolgono i fatti.

Dato che il cadavere sarà scoperto subito, il noir è racconto d’indagine.
Certamente. Avremo in scena un pm interpretato da Stefano Andreoli e un maresciallo dei Carabinieri cui dà corpo e voce Marco Continanza. Sono molto contento della prova di questi e degli altri attori del cast, molto intensa e coinvolgente.

Gli investigatori sono due. Sul modello di Sherlock Holmes e Watson?
No. Saranno protagonisti a tutto tondo. Ognuno con personalità complessa. Colgo l’occasione per ringraziare il Comando provinciale dei Carabinieri di Como che ci ha offerto un grande supporto.

Marco Continanza

C’è un modello nella letteratura e nel teatro?
Direi che ci siamo riferiti più al cinema e alla migliore serialità tv. La sfida è ambiziosa.

A proposito di sfide. Sappiamo che il pubblico potrà indagare…
Sì, soprattutto nella terza puntata. Ci sarà anche una pagina Facebook per commentare e cercare di scoprire il colpevole.

E se qualcuno arrivasse alla soluzione?
È un rischio, ma ho voluto giocare con gli spettatori. Sarà molto divertente.

La prima del 18 gennaio alle 20.30 è esaurita. Ultimi biglietti per la replica, la sera stessa alle 22.30, a 15 euro. Abbonamenti per le quattro serate a 48 euro.

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