Un Purgatorio da applausi al Lac

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purgatorio-1Affascina e convince l’interpretazione di Laura Marinoni e Danilo Nigrelli, impeccabili al Lac di Lugano, nella messa in scena di Purgatorio di Ariel Dorfman secondo Carmelo Rifici. Lo spettacolo, una prima assoluta, è stato prodotto da LuganoInScena in collaborazione con LAC Lugano Arte e Cultura e ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, e vive di continue suggestioni, creando un faccia a faccia a tratti claustrofobico, tra ribaltamenti di ruoli e dialoghi serratissimi e a tratti spiazzanti. Sullo sfondo aleggia il mito tragico e classico di Medea e Giasone, una vicenda che possiede le caratteristiche per essere riletta in chiave moderna, tra contrasti, interrogativi e simbolismi richiamati da un attualità che obbliga a riflettere senza dare nulla per scontato.

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La pièce di Dorfman (autore noto anche per La morte e la fanciulla dalla quale Polanski trasse un pregevole film) non è certo di quelle dai contenuti leggeri, ma è proprio il suo peso specifico a decretarne la valenza, attraverso un percorso che si stratifica, si evolve, indaga se stesso, fino ad una probabile redenzione (un Purgatorio) da colpe, dolori, crudeltà inflitte o subite. I due attori, entrambi di grande esperienza, giganteggiano, sovrapponendosi e scambiandosi i ruoli nei due diversi capitoli con maestria, supportati da una scenografia (ideata da Annelisa Zaccheria) che sembra un set cinematografico ed è densa di citazioni: dal Kubrik di Shining ai dipinti di Edward Hopper. Inquietanti ed efficaci i temi sonori di Zeno Gabaglio, così come le “presenze” in video realizzate da Roberto Mucchiut, che aleggiano mute e incolpevoli sulla drammatica indagine in corso.

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