Serena Autieri è una doppia Lady D per la stagione di Chiasso

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È arrivato il momento della prima anche per il Cinema Teatro di Chiasso. È sarà un debutto all’insegna del grande musical. Mercoledì 25 ottobre, alle 20.30, il sipario si alzerà su Diana & Lady D. L’amore ti trova sempre, il primo e fino ad ora unico, spettacolo teatrale dedicato alla figura di Diana Spencer. A vent’anni dalla tragica scomparsa di Lady D., icona del XX secolo, a raccontarne la vita complessa e la tragica fine sarà un cast composito. Vi spicca la bella e talentuosa attrice napoletana Serena Autieri che avrà il compito, non facile, di interpretare la principessa del Galles, per di più in uno spettacolo giocato, intenzionalmente, sul tema dello sdoppiamento, in una dimensione onirica.


Signora Autieri, lei è chiamata a una prova non facile e si confronta con una figura impressa nell’immaginario collettivo. Con quale stato d’animo vi si è cimentata?
È una bella avventura in cui mi sono gettata senza riserve. D’altra parte, lavoro con un team consolidato, diretto da Vincenzo Incenzo (anche autore del testo, ndr.) e per questo sono riuscita a dedicarmi completamente all’interpretazione. Incenzo è una penna di qualità e in più ha una vastissima conoscenza degli spettacoli musicali. In più, ho accettato con entusiasmo il ruolo, perché, come tanti altri, non ho mai dimenticato la figura di Diana.
Cosa l’ha colpita del personaggio?
Ero giovane quando Diana morì, in quel modo improvviso e tragico. Eppure, ricordo esattamente dov’ero e cosa facevo, quando ebbi la notizia. Di lei mi ha sempre colpito il contrasto tra la fragilità e la forza che la portò ad uscire da un matrimonio senza amore, per cercare di ricostruire la sua vita.


Il musical è puntato su un confronto, tutto interiore, tra Diana e Lady D. Come avete costruito l’interpretazione?
Il doppio è il filo conduttore anche se, in scena, con me, ci sono sei ballerine che, attraverso la loro corporeità, rappresentano altrettanti aspetti della complessa personalità di Diana. Quindi, possiamo parlare di una “moltiplicazione”. Tutto l’allestimento è pensato per valorizzare la duplicità. La scrittura aiuta moltissimo e lo spettacolo è costruito su due livelli diversi. Per quanto mi riguarda, passo da Diana a Lady D con cambi del tono di voce e con diverse posture corporee.
Che differenza c’è tra le due anime di Diana?
Una è più terrena, l’altra è altera e rigida. Come se due identità si nascondessero nello stesso corpo. I realtà, poi, le due personalità comunicano tra loro, si “parlano” si stuzzicano, fino a ritrovare una pace, una soluzione dei conflitti.


Sì, perché, nel musical, si suppone una pacificazione, prima dell’inevitabile finale…
Ci piace pensare che Diana sia riuscita a trovare una dimensione migliore, di serenità.
Perché raccontare Diana con il genere del musical?
In primis, come è noto, la musica ebbe sempre molta importanza nella vita della principessa. Pensiamo alle sue amicizie con grandi artisti pop di quegli anni, come Freddie Mercury o Elton John. Non a caso, i figli di Lady D. organizzarono un grande concerto, per ricordarla, nel 2007. Nello spettacolo c’è tanta, tantissima musica, con brani del tempo, arrangiati in modo eccellente e anche molte canzoni inedite, pensate ad hoc per lo spettacolo. Il musical è inoltre un genere a me congeniale e che mi permette di propormi al pubblico come attrice, cantante e come performer a tutto tondo.


Questo spettacolo, in omaggio alla figura di Diana, è caratterizzato da un team affiatato, ricco di nomi importanti…
Sì. Questo è vero. Il lavoro è stato realizzato da un gruppo coeso e di grande qualità. Ci sono le scenografie di Gianni Quaranta, le luci di Weissbard, le coreografie di Bill Goodson e i costumi di Silvia Frattolillo. La direzione musicale è poi firmata da Maurizio Metalli. Tutti abbiamo dato il massimo.
La famiglia reale è informata di questo vostro lavoro?
Certamente. Abbiamo avuto il consenso dei familiari e inizialmente avevamo accarezzato il sogno diportare lo spettacolo in Inghilterra. Per ora non è stato possibile ma ci conforta avere avuto il placet dalla famiglia.


Per finire, crede che Diana possa essere ancora importante per l’universo femminile?
La sua storia, nonostante le contraddizioni del personaggio, può spronare le donne a non scendere a compromessi per la ricerca della propria felicità.

Biglietti da 35 a 30 euro. Info e prenotazioni: 004191/6950914/17 o via mail a cultura@chiasso.ch. Il sito è www.centroculturalechiasso.ch.

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