Sarto per Signora torna in teatro

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Il teatro è una passione che ti parte dal cuore. Recitare significa sacrificarsi, così dicono, ma non ho mai capito il senso di questa affermazione finché non mi è capitato di vivere il palcoscenico in prima persona. Perché si sa, certe dinamiche non sono mai abbastanza chiare fin quando non le vivi sulla tua pelle.

Dopo mesi di incontri, prove e fatiche con il gruppo La Tenda di Muggiò,  il nostro spettacolo è andato in scena il 23 settembre, ed è stato grandioso! Tornare sul palco, sentire sulla pelle di nuovo quella sensazione di ansia, paura, agitazione prima di gettarsi sotto i riflettori. Oggi, a distanza di qualche giorno, vorrei omaggiare come so far meglio la persona che ha reso possibile questa serata fantastica. Colui che ha voluto rischiare “gettandomi nella mischia” nel 2011, dandomi la possibilità di coltivare questa grande passione per la recitazione. Ho esordito sei anni fa, proprio con questa compagnia e, da allora, gran parte dei miei compagni sono rimasti gli stessi con gli innesti di altrettanto bravi attori che ci hanno dato un sostegno incredibile per dar vita a questa rappresentazione. È un onore per me aver qui per Bibazz, per un’intervista, il mio primo regista teatrale: Marco Ricotti.

Beatrice Ricotti, Luca Guffanti, Michela Carnini, Alexander Falzaroni e Francesca Marelli in una foto di scena

Beatrice ricotti e Luca Guffanti

Marco tu sei attore e regista teatrale ormai da anni. Raccontaci com’è nata la tua passione per il teatro?

La mia passione nasce nel lontano 1986 quando conosco una compagnia teatrale di Fino Mornasco e per l’esattezza la loro regista, che mi trasmette questa passione. Per circa dieci anni continuo come attore, dopo un periodo sabbatico ritorno a calcare il palco, ma con l’esperienza acquisita da lei nasce anche la voglia di dirigere altre persone e di fondare una compagnia tutta mia.

Il gruppo la Tenda è ormai una solida realtà dal 2007, ma cosa ha fatto nascere questo gruppo teatrale?

Il gruppo teatro La Tenda nasce nell’oratorio di Muggiò e la messa in scena delle opere vuol diventare un appuntamento culturale per la festa della Parrocchia Santa Maria Regina, devolvendone gli incassi e con lo scopo di creare un gruppo di adolescenti che possano di anno in anno crescere e aumentare.

Questo è un testo tradotto dal francese da un opera di George Feydeau Tailleur pour dames.

Sarto per signora, appunto, una commedia brillante in tre atti dove l’autore, maestro degli equivoci, ci tiene con il dubbio fino alla fine, Anche se ambientata alla fine dell’ottocento in una Francia molto libertina ci ricorda molto le situazione attuali. Un umorismo alla francese con tempi molto veloci, battute incalzanti, entrate e uscite di scena che tengono gli spettatori incollati alle poltrone vogliosi di scoprire come va a finire.

Andrea Comuni e Alexander Falzaroni

In casa hai trovato il supporto morale e artistico di tua figlia, attrice sul palco anche in questa commedia e tua moglie che supporta tutti gli attori come suggeritrice. Come si vive la passione in una famiglia come la vostra?

Sappiamo che sarà dura e che ogni anno è una nuova esperienza e una scommessa contro il tempo e contro tutte le problematiche per trovare le sere per le prove con gli attori che, impegnati in altre attività culturali, si devono districare e garantire la loro presenza. Appoggiato certamente da mia figlia Beatrice a cui sono riuscito a trasmettere la passione,  con mia grande soddisfazione, e con mia moglie Cristina che alla fine si butta nella fatidica buca del suggeritore. È un grosso impegno iniziare a gennaio per portare in scena a settembre l’opera nel migliore dei modi, ma grazie anche a loro con i loro suggerimenti il risultato è garantito

Hai a disposizione un gruppo fantastico di attori. Qual è il segreto per trovare la sinergia giusta e far scattare la scintilla che accende la passione, il tuo essere regista come lo vivi?

È vero: quest’anno il gruppo è veramente fantastico i ragazzi sono riusciti ad amalgamarsi benissimo pur essendo eterogenei, hanno accettato attori che con un po’ di timidezza si affacciavano per la prima volta su un palco, attrici che di rincorsa ed in pochi mesi hanno dovuto imparare la parte. Non esiste un segreto: basta che tutti vogliano la stessa cosa: fare del bene per altre persone, rispettare le esigenze altrui ed essere d’accordo sul risultato finale. Non siamo dei professionisti la nostra paga sono le risate che si fanno durante le prove, le serate passate insieme e gli applausi a fine spettacolo, la sinergia che mi fa scattare la scintilla è vederli recitare.

Sabrina Ritacco, Alexander Falzaroni e Luca Guffanti

Ultima domanda Marco: vivere una passione e un arte come il teatro a Como rispetto ad altre realtà ha delle grosse differenze. Come vedi il pubblico comasco rapportarsi con questo tipo di spettacoli?

Iniziando la mia esperienza in un paese come Fino Mornasco, dove la cultura del teatro è vissuta da molti anni, quando mi sono trovato a prendere in mano le redini dei vari progetti le difficoltà non sono state poche. In un oratorio di quartiere come Muggiò e non avendo un teatro a disposizione bisogna sempre chiedere ospitalità ad altri e il pubblico ovviamente va sensibilizzato a spostarsi. All’inizio sono sempre molto scettici fanno fatica a muoversi, solitamente alle prime sono i parenti più stretti e gli amici che vengono a sostenerci. Invece i giovani attratti da altre mille cose non amano chiudersi dentro quattro mura e magari abbandonare quello che li allontana dalla realtà e, soprattutto, non hanno voglia di mettersi in gioco. A Como queste iniziative non vengono supportate dagli enti, dal Comune o dalle stesse parrocchie: per una compagnia come la nostra, a volte, le spese sono talmente insostenibili che alla fine tolgono la voglia di andare avanti. Ed ecco un altro scopo del Gruppo Teatro La Tenda: sensibilizzare i ragazzi gli abitanti delle periferie a prendere il coraggio e buttarsi a capofitto in un’esperienza meravigliosa come quella che noi del Gruppo Teatro La Tenda “ proviamo ogni anno quando sentiamo ridere e  divertirsi ai nostri spettacoli il nostro pubblico.

Mi sento di fare un piccolo ringraziamento a: Gabriele, Beatrice, Luca, Alex, Michela, Sabrina, Andrea, Viviana, Francesca, Cristina, Rosalia, Barbara, Ruggero, Chicco, Federico e all’associazione Millennium82.

Mentre saluto Marco ripenso a quante emozioni e gratificazioni mi ha donato il palco. Il calore delle persone, le risate ad ogni battuta comica, l’applauso a fine spettacolo, gli apprezzamenti e i complimenti, ma anche le critiche, le osservazioni che con gli anni mi hanno fatto crescere e maturare. Di tutto questo mi sento orgoglioso e grato. Il teatro mi ha insegnato cosa significhi sacrificarsi, ed il sacrificio rende possibile qualsiasi traguardo. Rispettare le tempistiche, le posizioni, essere sempre attenti alle battute e ai movimenti da fare, ma soprattutto sempre pronti a sostenersi a vicenda, aiutandosi anche improvvisando dove magari ci si dimentica qualcosa o si hanno delle difficoltà. Come in tutte le varie espressioni di arte e spettacolo, in questo mondo si raccolgono esperienze di diverso tipo, si vivono circostanze strane, si conoscono persone altrettanto strane, ma non avrei potuto far di meglio per trovare quel giusto incanto degno della miglior favola, quella particolarità che si possa metaforizzare nella vita di un uomo come il più bizzarro dei racconti, forse perché grazie a Marco ho capito che la vita è come un immenso grandissimo e bellissimo spettacolo.

Sarto per Signora tornerà per una replica sabato 7 ottobre alle 21 al teatro Cristallo di via Malvito 3 a Breccia. Vi aspettiamo numerosi

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