Quando la comicità è donna: Mary Sarnataro al Cabarettificio

quando-la-comicita-e-donna-mary-sarnataro-al-cabarettificio
0 1004

Il Cabarettificio, giunto alla quinta stagione, non ha bisogno di presentazioni: nato come una scommessa, ha dimostrato che una realtà bella e importante può essere costruita con le proprie forze e con grande risposta di pubblico e territorio. A differenza del cabaret in tv, il valore aggiunto di questo spettacolo è lo scambio con le persone, che dà vita a una comicità frutto dell’intesa fra comico e spettatore. Anche venerdì 17 febbraio alcuni dei comici si esibiranno per la prima volta, altri sono rodati. Tra questi ultimi c’è Mary Sarnataro, proveniente da Le iene e Colorado. Tempo fa ha raccontato di essere stata l’unica femmina in una banda di fratelli maschi, con cui ha diviso tutto. A un certo punto della sua vita ha notato che i racconti familiari facevano sorridere non solo i diretti interessati e ha compreso di avere un grande talento comico. Per saperne di più, l’abbiamo intervistata per voi.

Mary Sarnataro

Sei ormai abituata al grande schermo e al grande pubblico: cosa provi a tornare su palchi più intimi, come quello del Teatro San Teodoro? Si tratta della tua prima volta qui?
Addirittura abituata, ma no! Il San Teodoro è molto di più di un teatro intimo: è casa! Il progetto Cabarettificio lo sento un po’ come di famiglia, ideato e composto non da colleghi ma da amici. Quando salgo su un palco, piccolo o grande che sia, l’emozione è sempre fantastica e l’adrenalina è a mille: è così anche quando salgo sul palco di Cantù, benché ormai sia di casa. Altro che prima volta! Ho iniziato questa avventura proprio agli albori del Cabarettificio e della mia avventura comica. La magia in più sta proprio nel fatto che il pubblico si affeziona e torna volentieri: Alessio Parenti (il papà del progetto) è stato in grado di creare un gruppo affiatato e una formula vincente.

Mary con Raffaele D’Ambrosio

Tu hai deciso, piuttosto recentemente, di trasformare la tua passione in un lavoro: quanto è stato difficile aver raggiunto questa consapevolezza più tardi di altri e quanto, invece, la tua esperienza lavorativa e di vita ti ha aiutato in questo?
Non ho deciso io per me, è stato il caso, il fato, uno strano destino che, vedendomi inadatta come modella, ha deciso di valorizzare la mia dote migliore: fare ridere. Scherzi a parte, non era nei miei progetti né era nei miei sogni da bambina quello di fare la comica. È capitato, ho accompagnato una mia amica a un provino e hanno preso anche me. Proprio in quell’occasione ho conosciuto Alessio Parenti, che mi ha accompagnato dal lontano 2010 in questa meravigliosa avventura. Inizialmente non era un lavoro ma solo una passione: alternavo serate sui palchi a giornate in Fiera a fare panini con la salamella. Per non parlare poi delle nottate a scrivere pezzi nuovi. Dopo la partecipazione a Italia’s got talent, nel 2015 , si sono aperte varie possibilità, tra cui appunto Colorado e Le iene. Per un periodo iniziale ho mantenuto anche il lavoro in Fiera ma dopo qualche mese ho potuto scegliere cosa fare da grande ed eccomi qua! Penso che essermi approcciata in età più adulta a questo mondo sia stato un bene per diversi motivi: il primo è il fatto di avere maggior consapevolezza di sé e aver già sviluppato un senso autoironico che è alla base della comicità, secondo me. Ttutte quelle pippe che facevano le nostre mamme a noi bambine – cose del tipo: «stai posata, stai composta, non essere ridicola» – ormai le si è scavallate e quindi si è più pronti a prendersi in giro. Si ha poi maggior materiale da raccontare perché, prendendo spunto dal vissuto, gli argomenti di cui parlare non mancano mai.

Alessio Parenti

Lo spettacolo è suddiviso in due parti: prima della sfida i comici sperimentano sketch o ripropongono cavalli di battaglia: puoi darci qualche anticipazione sulla tua esibizione?
Non vorrei svelare molto, per non spoilerare il mio monologo: farò un pezzo di battaglia dove inserirò anche una parte nuova. Qualcosa dell’argomento? Diciamo che parlerò di piccole soddisfazioni che mi sono tolta. Come unica donna del gruppo porterò, ovviamente, un punto di vista femminile, cercando di smentire le voci secondo cui le donne non fanno ridere. Mi permetto di dire però che i miei colleghi amici del Cabarettificio non mi fanno mai pesare il fatto che io sia donna, mi trattano proprio come una di loro: da uomo!

Quindi? Ci vediamo venerdì?
Eccome!

(Foto di Simone Mello Colombo)

Lascia un commento