Parco Tittoni, La rivoluzione è facile se sai come farla

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Kepler – 452 è una nana gialla, una stella distante circa 1400 anni luce dalla Terra, che si trova nella costellazione del Cigno. Nella sua zona abitabile orbita Kepler 452 b, il sesto pianeta extrasolare più simile al nostro, scoperto nel 2015 grazie al telescopio omonimo, prezioso strumento per osservare mondi possibili e reali, seppur molto lontani.

Da tutto questo prende il nome Kepler 452, una compagnia di attori e registi nata a Bologna un paio di anni fa, che, insieme alle Avanguardie 20 30, hanno dato vita e stabilità a Festival 20 30, una rassegna che prova a far uscire il teatro da quell’aura di seriosa istituzionalità che spesso tiene lontano il pubblico, per condurlo in una dimensione più accessibile, più viva, più pop.

stato2La rivoluzione è facile se sai come farla, scritto da Daniele Rielli (con la libera riduzione teatrale di Vincenzo Cramarossa e Vincenzo Fiorica), per la regia di Nicola Borghesi coadiuvato da Enrico Baraldi, musicato da Lo Stato Sociale, interpretato da Paola Aiello, Livio Remuzzi, Lodo Guenzi e lo stesso Borghesi, sceneggiato e costumato da Calori&Maillard, è la prima esperienza produttiva del gruppo.

La storia di questo spettacolo affonda le radici nel passato dei protagonisti: Nicola e Letizia si incontrano alle scuole elementari Fortuzzi e, qualche anno dopo, Nicola conosce Lodo durante l’esame di musica alle scuole medie Guido Reni. Nicola e Lodo capitano poi nella stessa accademia di arte drammatica, la Nico Pepe, dove scoprono la comune passione per il Tocai grazie a Paola, con la quale condividono i medesimi corsi. Nel frattempo, Livio frequenta la scuola del Piccolo di Milano.

Negli anni successivi Lodo, in un garage, fonda, insieme ad alcuni amici, Lo Stato Sociale, la band che ha battuto tutti i record di sold out in Italia (memorabile il concerto di chiusura del tour al Paladozza di Bologna del 21 novembre scorso, con ospiti d’eccezione del calibro di Brunori SAS, 99 Posse o Tre Allegri Ragazzi Morti, ma anche – per i comaschi – il concerto al Tempio Voltiano, davanti a un pubblico numerosissimo, due anni fa), Letizia crea insieme a Viola Calori&Maillard, un collettivo artistico che vince, nientedimeno, il Premio New York (un programma per giovani artisti emergenti, che prevede la possibilità di trascorrere quattro mesi nella Grande Mela al fine di sviluppare le proprie capacità creative a contatto con l’ambiente culturale statunitense), mentre Livio si aggiudica il premio Hystrio alla Vocazione per giovani attori under 30.

Nel 2014 Nicola si inventa Festival 20 30 e Daniele, meglio noto come Quit The Doner, partecipa, in qualità di scrittore, alla prima edizione.

poster rivoluzione come farla rosa

La rivoluzione è facile se sai come farla è lo spettacolo che mette insieme tutte le loro esperienze. Il risultato è una performance che parla di rivoluzione, una prospettiva decisamente lontana dalle vite dei venti / trentenni in questo paese, partendo da due possibili declinazioni: la sovversione violenta dei rapporti di forza in cerca di un nuovo ordine e il moto di un corpo celeste intorno al suo asse. Uno spettacolo che cerca di scovare un potenziale rivoluzionario tra piccoli fallimenti quotidiani, birrette, soprusi, frustrazioni, slanci vitali e tentativi di cambiamento radicale della propria vita. In mezzo a questa quotidianità sfigata e allegra, dal fondo di una piazza circondata da platani e tavolini del bar abbandonati, vediamo avvicinarsi la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune a tutte le rivoluzioni.

La rivoluzione è facile se sai come farla sbarca mercoledì 25 maggio al Parco Tittoni di Desio (ingresso a 10 euro), dopo aver registrato il tutto esaurito a Milano, Bari, Taranto, Lecce, Firenze, Roma, Napoli, Udine e Bologna, in location più o meno convenzionali, dal teatro al circolo Arci, e aver raccolto recensioni entusiastiche dovunque.

E sarà per curiosità o nostalgia della terra madre e dei miei venticinque anni appena passati (chi ride è un uomo morto!), ma questa rivoluzione proprio non me la perdo. E, scommetto, nemmeno voi.

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