N.E.R.D.s, una commedia dal cuore nero in scena a Cantù

0 450

Prosegue la stagione Prosa al teatro San Teodoro  con N.E.R.D.s, una produzione Teatro Filodrammatici di Milano, in scena sabato 25 marzo alle ore 21. Lo spettacolo,  per la regia di Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice e Umberto Terrusoè una commedia dal cuore nero, provocatoria e irresponsabile, che parte dalla famiglia come rassicurante paradigma di una società sana per raccontarci il rovescio della medaglia: un quarto stato post moderno che cerca di liberarsi da paure e inquietudini tutte contemporanee, nell’ansia di rimandare il futuro e conquistarsi un presente a lunga scadenza.

N.E.R.D.s (Non erosive reflux desease), in medicina, è l’acronimo che indica il reflusso non erosivo, un classico bruciore di stomaco fastidioso ma apparentemente innocuo.
 La vicenda si svolge in un agriturismo famoso per banchetti e cerimonie, in cui una famiglia tradizionale, formata da padre, madre e quattro figli maschi, Nico, Enri, Robi e Dani, si ritrovano, insieme ad altri parenti e conoscenti, per festeggiare il 50° anniversario di matrimonio dei genitori. L’idea è quella che tutto sia perfetto, con tanto di torta nuziale, discorso dei figli e fotografie agli sposini nel parco, vicino al laghetto con le paperelle, ma, fin da subito, le apparenze, in questa micro comunità fatta di egoismi e tanti silenzi, sono bombe inesplose pronte a detonare alla minima scintilla. N.E.R.D.s racconta l’instabilità emotiva e culturale di una generazione che tiene a modello, suo malgrado, un passato ormai anacronistico, è incapace di un presente autentico e non riesce a sbilanciarsi sul futuro perché, a guardare avanti, dicono, si vede solo sfuocato. Sono proprio i quattro fratelli a interpretare tutti i ruoli coinvolti nell’ora di delirio che li separa dall’inizio del pranzo, come se il vero nemico da sconfiggere fosse molto più vicino di quanto si possa immaginare.

«C’è un esercizio interessante che si potrebbe fare e potremmo cominciare a farlo da subito – racconta il regista –  proprio adesso, qui dove siamo. Dire la verità. Ovviamente tutta la verità, non solo quella che dovremmo dimostrare a Equitalia per essere in regola con le tasse o quella che diremmo al cassiere di un McDonald’s per essere sicuri di farci dare il menù giusto, ma quella verità che tutti ci dicono che non esiste, perché siamo figli di una post- modernità vittima delle interpretazioni, e che invece noi sappiamo esistere, perché non può che essere vero quello che ci sta succedendo, nel momento in cui accade. La verità assoluta, senza filtri, senza limitazioni, senza paura. Ecco. Facciamo questo esercizio per almeno ventiquattr’ore, per scoprire quante bugie, di piccolo, medio e grande taglio, riusciamo a dire senza per questo correre a un confessionale. Non è una questione etica, ovviamente, e non aspettiamoci risultati entusiasmanti, ovviamente.
 È impossibile permettersi un flusso costante di verità, ed è per questo che ci vengono in aiuto le interpretazioni, è per questo che essere post moderni è un adattamento darwiniano, una strategia di sopravvivenza più efficace rispetto al mondo ordinato di certezze assolute che ci ha preceduto.
 Tutto quello che non riusciamo a fare o a dire fino in fondo, a noi stessi e a chi ci sta intorno, però, sedimenta, crea strati su strati, aumenta la pressione, crea rigurgiti, tappa le vie di fuga, appanna la vista e alla fine scopriamo che forse diventare post moderni non si rivela una strategia di sopravvivenza tanto efficace. E’ così che cominciano i reflussi, è così che le cose cominciano a scorrere all’indietro, risalgono e riaffiorando bruciano dallo stomaco fin su nel petto, intorno al cuore. Di tutte le cose siamo misura noi stessi e ammetterlo non è così rassicurante come rispondere a un’autorità esterna e assoluta che metta equilibrio e ci alleggerisca la coscienza. Questo è il nostro presente che non va, quello è il passato che ci manca, del futuro proprio non vediamo traccia. 
In sintesi è tutto qua, i personaggi di N.E.R.D.s ci provano ma non ci riescono, si dividono in buoni e cattivi, ma non sanno bene la differenza quando si tratta di salvare la pelle, la faccia o entrambe le cose. Proprio come se qualcuno di noi provasse a fare un esercizio interessante, dire la verità per le prossime ventiquattr’ore, e per questo dicesse subito l’unica verità che non possa far male: “mi hanno detto di provare a fare un esercizio, devo dire solo la verità per ventiquattr’ore. Non ti offendere, è solo un gioco”.
 Chissà se è anche divertente.»

Ingresso a 15 euro.

Informazioni e prenotazioni: biglietti@teatrosanteodoro.it

Lascia un commento