Musical a confronto: La febbre e Grease

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Quarant’anni e non sentirli, è proprio il caso di dirlo. No, non parlo della sottoscritta  – che gli anta non li ha ancora toccati anche se manca molto poco. I quarantenni in questione sono Grease e La febbre del sabato sera: rispettivamente del 1978 e del 1977, sono due film cult e due musical indimenticabili. Non è un caso che  la Compagnia della Rancia stia festeggiando i vent’anni della produzione italiana del primo e che il Teatro Nuovo di Milano  stia portando in scena la nuova produzione del secondo. Ieri sera al Teatro Sociale di Como (tutto pieno -ndr – nonostante io senta spesso molti fare gli snob e far finta di non apprezzare) è andato in scena uno spettacolo travolgente, con una colonna sonora che invoglia il pubblico a ballare, anche se si è seduti su poltrone che non agevolano la danza. Una storia intensa, a tratti molto più drammatica di quella del tutto spensierata del cugino Grease. Nella versione cinematografica John Travolta fa da trait d’union tra i due e forse un po’ dell’affetto che in molti provano è dovuto anche a questo.

Poco più di una settimana fa mi godevo appunto Grease al Teatro della Luna e non poteva esserci nulla di più naturale che proseguire così, questo week – end.

Grease

Una piacevole sorpresa è stato scoprire che i brani erano cantati in lingua originale. In molti altri casi – compreso quello di Grease – la versione italiana prevede anche la traduzione dei testi delle canzoni e non sempre l’effetto è lo stesso: non perché la traduzione non sia fedele, quanto perché l’abitudine a sentire la versione originale fatica a far apprezzare in toto l’altra. Un grande merito, in ogni caso, va ovviamente al cast: in entrambi i casi attori e ballerini hanno dimostrato una grande preparazione. Mi affascina sempre molto pensare alla difficoltà di ballare, recitare, cantare nello stesso tempo. I due atti de La febbre del sabato sera mi spaventavano un po’, essendo al termine di una lunga e faticosa settimana, ma il ritmo della recitazione, dei brani e delle coreografie hanno fatto subito passare tutto. Lo stesso vale per la compagnia che ha messo in scena Grease: balli e canti divertenti e coinvolgenti, una platea – variegata –  molto soddisfatta. Inutile dire che ogni volta che rivedo le due pellicole o assisto alle versioni musical sogno di vivere in quei periodi: sono sempre convinta che vivere un anno scolastico alla Rydell High School nel 1958 o giù di lì sarebbe stato entusiasmante ma anche potermi scatenare al ritmo di Disco Inferno abbigliata ad hoc non sarebbe stato male. Quando aprono i casting per le prossime produzioni?

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