L’étoile di Eleonora Abbagnato risplende sull’Arena

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Como arena Teatro sociale "Amore Furtivo" Festival Como Città della Musica 9 spettacolo CARMEN con Eleonora AbbagnatoCarmen batte Europei di calcio 1 – 0 e non c’è storia neanche per quanto riguarda il gioco di gambe. I puristi della danza perdoneranno (forse) questa piccola e scherzosa metafora calcistica, per raccontare l’ennesimo successo del Festival Como Citta della Musica. Neanche la finale sportiva più attesa dell’estate ha potuto mettere in difficoltà gli organizzatori del Teatro Sociale Aslico che, proprio domenica sera avevano programmato un appuntamento clou. Del resto era in scena la nota e amata danzatrice Eleonora Abbagnato, che ha portato nell’Arena quasi completamente gremita, Carmen, balletto su musiche celeberrime di Bizet con la coreografia di Amedeo Amodio. Centrato dunque l’obiettivo di raggiungere e coinvolgere un pubblico ampio e non necessariamente di addetti ai lavori, vista la fama che accompagna da sempre la bella e brava étoile. Gli applausi hanno accolto la stella fin dal suo apparire in scena e poi durante le fasi cruciali della vicenda di amore e morte, che sempre affascina il pubblico. L’allestimento, creato in origine da Amodio per Aterballetto e poi ripreso per il Balletto del Teatro Massimo e affidato produzione di Daniele Cipriani, si diversifica in modo sostanziale dalla coreografia originale di Petit è pur non snaturando la vicenda e l’impianto generale, ci restituisce una Carmen più passionale è vicina al gusto contemporaneo. Come ha spiegato la stessa danzatrice, Carmen è qui molto mediterranea e dotata di ancora maggior forza e spavalderia. Una Carmen al passo con i tempi, che domina la scena e va incontro alla fine senza paura, disposta a tutto per coronare il proprio sogno passionale.

Como arena Teatro sociale "Amore Furtivo" Festival Como Città della Musica 9 spettacolo CARMEN con Eleonora Abbagnato

I danzatori si muovevano su una scena spoglia, caratterizzata solo da due quinte mobili che venivano spostate di volta in volta per creare ambientazioni diverse. L’intenzione era quella di ricreare gli ambienti arsi e brucianti di un paesaggio del Sud, alternati a una sorta di “dietro le quinte” con i camerini degli artisti, come in una sorta di rappresentazione metateatrale. Il pubblico, in gran parte femminile, ma in cui suoi notava la presenza di molti spettatori uomini, ha seguito con attenzione e concentrazione tutto lo snodarsi della vicenda, apprezzando Abbagnato a anche tutti i danzatori del bel cast. Don Josè era Alexandre Gasse, Escamillo era poi interpretato da Giacomo Luci, mentre Giorgia Calenda era la dolce Micaela e Valerio Polverari l’Ufficiale. Insieme al resto del gruppo, i primi danzatori hanno fornito una prova costruita in crescendo, fino al finale dai toni fortemente contemporanei e tragici. Gli applausi non sono mancati e sono stati calorosi.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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