Lercio contro Spinoza: vince… la satira

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Come passare un venerdi sera un po’ freschetto senza rintanarsi in casa? Semplice! Andando al Teatro San Teodoro di Cantù per lo spettacolo Lercio Vs. Spinoza. La Trappola per Tope rompe il… jazz scaldando l’ambiente con la rivisitazione – a volume un po’ altino – di alcuni pezzi storici. Io li adorati per aver cantato Amore disperato ma è con il medley politico – indovinate chi ne è stato protagonista? – che rivelano meglio la loro natura.

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Dietro di loro si apre il sipario e si dà inizio a un confronto che definire esilarante è poco: per due ore – abbondanti – gli autori / mattatori dei due collettivi si sfidano a colpi di battute.
Due i rappresentanti di Lercio, un singolo dalla parte di Spinoza, in molti convengono che sia stato il secondo quello più coinvolgente e incisivo, in termini di presenza scenica. Parità assoluta, invece, sui contenuti. Temi ricorrenti: gli anziani controllori dei cantieri, Berlusconi (manco a dirlo), Rocco Siffredi e Papa Francesco. Quest’ultimo – Spinoza.it docet – è protagonista indiscusso di intere pubblicazioni settimanali in cui si disserta della pizza da lui tanto agognata o del gelato «gusto Papa».

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La realtà e l’informazione spesso superano la fantasia, dunque: Lercio, nato come “inventore” di notizie assurde, ha visto più volte realizzarsi i fatti annunciati (non sempre, purtroppo, in modo positivo) e li ha raccolti nella rubrica Te l’avevo Lercio.
Esilaranti gli esempi di “cadute” di alcune testate “serie” o le diatribe con le stesse: notizie rilanciate senza coglierne l’ironia, titoli quale «Muore l’uomo arso vivo» e molto altro. Purtroppo.

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Non mancano le carrellate di battute sulle donne e sul rapporto con gli uomini (d’altra parte… le redazioni sono composte quasi per la totalità da maschietti, come gli autori stessi precisano). Sono talmente divertenti che il parterre di fanciulle non pare scomporsi. D’altra parte… il paragone tra il pomeriggio all’Ikea e la Via Crucis, che vedono entrambi «uomini nel fiore degli anni trasportare pezzi di legno circondati da donne urlanti», ha decisamente il suo perché.
Tra quiz Vero o Lercio?, battute corredate da foto, battute a rilascio graduale («Potete ridere anche tra un po’, quando l’avete capita»), risate a crepapelle e sorrisi a mezza bocca («No, dai, questa è brutta»), applausi più trattenuti o scroscianti, la serata ha portato davvero tanto buonumore e, perché no, qualche riflessione. Non troppo seria, eh…

(Foto di Francesca Marelli)

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