Lastrico, quello che parla strano al Sociale

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«Scrivo belinate, provo a recitarle, a interpretarle. Lavoro principalmente a teatro e in tv. Da qualche anno faccio parte del cast della trasmissione Zelig, in cui declamo, in forma di terzine dantesche, le mie, nostre, sfighe quotidiane, e della compagnia del Teatro Stabile di Genova, alla cui scuola di recitazione mi sono diplomato».

Così dice di sé Maurizio Lastrico, atteso in Teatro Sociale giovedì 4 maggio alle 20.30, originario di Genova, un diploma da operatore turistico in tasca prima di vincere un premio con la sua prima sceneggiatura – Molto piacere, sono io – e di studiare recitazione alla scuola del Teatro Stabile della sua città, lavorando contemporaneamente nelle produzioni in programma.

Ha conquistato tutti con le sue apparizioni televisive, inizialmente a Zelig off, dove ha proposto una personalissima versione della Divina commedia, raccontando la sua vita e l’attualità con terzine simil dantesche, con effetti esilaranti.

Si è visto in Grazie al cielo sei qui su La7, in BravoGrazie e Piloti su Raidue ed è una voce di Radio 19, legata al quotidiano genovese Il Secolo XIX. La consacrazione arriva grazie a Zelig, di cui è uno dei protagonisti più apprezzati, che alterna all’attività televisiva quella teatrale mentre, per ora, ha fatto poco cinema, ma di buon successo (Sole a catinelle con Checco Zalone) e di buona fattura (La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi).

I biglietti per lo spettacolo sono in vendita a 27 euro (platea e palchi), 19 euro (IV galleria, parapetto), 17 euro (V galleria, parapetto), 15 euro (IV galleria, ranghi) e 13 euro (V galleria, ranghi).

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