La satira di Sabina Guzzanti graffia al Sociale

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La satira sarà assoluta protagonista al Teatro Sociale venerdì 24 marzo. Arriva in sala, infatti, e per la prima volta a Como Sabina Guzzanti, attrice che ha fatto di questo genere il suo tratto distintivo e anche (lo si può dire, senza tema di smentita), la propria personale battaglia umana e politica. Per ritrovare l’artista nel nostro territorio, bisogna risalire all’ormai lontano 2004, quando recitò al Cinema Teatro di Chiasso. Il pubblico potrà applaudire lo spettacolo Come ne venimmo fuori, scritto dalla stessa Guzzanti, con la regia di Giorgio Gallione. Si rinnova una collaborazione consolidata che ha già dato vita a numerosi lavori per le scene. Ancora una volta, dobbiamo aspettarci una virulenta critica sociale e politica, che passa attraverso il talento satirico dell’agguerrita autrice e interprete, ma nasce anche da un attento studio della realtà.


Signora Guzzanti, il suo nuovo lavoro è ambientato nel futuro, che lei immagina liberato dai problemi del presente. Ce ne parla?
In realtà, si tratta di un pretesto narrativo per parlare, come ho sempre fatto, del nostro presente, un tempo cupo e dominato dal neoliberismo, la causa dei mali che affliggono la nostra società. Immaginiamo di trovarci in un tempo finalmente civile, in cui, ogni anno, si tiene un discorso per ricordare il passato drammatico, in modo che non debbano ripeterne gli errori.
E così torniamo all’oggi, che lei vede davvero triste… Il nostro tempo è cupo! Siamo praticamente alle soglie della terza guerra mondiale, ad ogni angolo troviamo catastrofi ambientali, l’ingiustizia sociale domina.
A cosa attribuire questo disastro? La colpa è della politica degli ultimi quarant’anni che invece di lavorare per il bene comune, ha aderito, in pieno, ai dettami del neoliberismo, teoria che spinge all’individualismo, all’arricchimento fine a se stesso, al considerare il denaro come l’unico obiettivo è non come strumento per ottenere la felicità.


Quindi, per ricordare il titolo del monologo che porterà in scena a Como stasera, come si può “venirne fuori”?
In realtà, come è ovvio che sia, lo spettacolo non vuole e non può offrire ricette rapide. Credo però che il solo riflettere e essere consapevoli, possa mostrare la possibile via per un miglioramento.
Crede che l’uomo comune sia solo vittima o anche colpevole di questo stato di cose?
Nessuno può dirsi completamente innocente, ma di certo, nella catena delle responsabilità, ci sono gradi maggiori e minori di colpevolezza.
A Sabina Guzzanti non si può dare una domanda sullo stato di salute della satura in Italia…
Non è difficile capire che, in questo Paese, la satira è censurata. Io, ad esempio, sono stata cacciata dalla Rai nel 2003 e di recente da La 7. Non c’erano altri motivi se non scelte politiche, visto che il gradimento del pubblico era ampio. Da noi, la satira non si può fare. È una realtà.

Biglietti a 27 euro (platea e palchi), a 19 euro (IV galleria, parapetto), 17 euro (V galleria, parapetto), 15 euro (IV galleria, ranghi) e 13 euro (V galleria, ranghi). Informazioni e prenotazioni: www.teatrosocialecomo.it, 031270170 e biglietteria@teatrosocialecomo.it.

(Foto di Lucrezia Testa Iannilli)

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