La nebbiosa di Pasolini a teatro: intervista a Stefano Annoni

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Stefano Annoni ci ha abituato, da tempo, a belle sorprese per quanto riguarda le sue scelte artistiche. Molteplici infatti, a livello nazionale e locale, le opportunità professionali colte dal trentaquattrenne attore comasco: dal ruolo in La scena con la regia di Cristina Comencini, al film D.A.D. con Marco Maccaferri, solo per citare alcuni traguardi ravvicinati nel tempo. Da mercoledì 8 febbraio, Annoni sarà protagonista, sul palco del teatro Franco Parenti di Milano, in un progetto importante, che vede al centro una sceneggiatura pasoliniana. Debutta, in prima nazionale, nella Sala 3 del teatro milanese, La nebbiosa, spettacolo liberamente tratto dall’omonimo testo per il cinema, firmato da Pier Paolo Pasolini. Per la prima volta, grazie al lavoro di Paolo Trotti e dello stesso Annoni, il pubblico potrà vedere rappresentata una scrittura nata per il grande schermo e poi abbandonata fino a ora, praticamente inedita. Le repliche saranno ben undici, fino al 19 febbraio. Un’ottima opportunità per applaudire Annoni in versione Teddy boy.

Diego Paul Galtieri, Paolo Trotti e Stefano Annoni nebbiosi

Annoni, come è nata l’idea di portare in scena questo particolare testo pasoliniano?
Tutto ha avuto origine da una lezione sul testo tenuta per Bookcity Milano da Paolo Trotti. È avvenuto dopo la pubblicazione integrale de La nebbiosa per Il Saggiatore. Paolo, con cui ho già lavorato in passato, per progetti molto significativi, ha amato subito il testo e mi ha proposto immediatamente di lavorare per una trasposizione teatrale. Ho letto la sceneggiatura, ne ho colto la potenza e me ne sono innamorato. Così tutto è poi venuto da sé e da mercoledì 8 io e Diego Paul Galtieri saremo in scena per interpretare questo noir dal ritmo rock.

Annoni e Galtieri

Cosa l’ha colpita di questo lavoro che Pasolini affrontò nel 1959, dopo l’uscita di Una vita violenta?
Per prima cosa siamo in ambito milanese. Pasolini ci descrive una città scintillante e dura. Città dei grattacieli che promettono successo e bella vita, ma anche di periferie buie, dove si nasconde ciò che la metropoli non vuole mostrare. Mi ha avvinto la capacità dell’autore di descrivere i luoghi con il suo consueto sguardo poetico, ma, nel contempo, di proporre un testo d’azione. Mi ha ricordato subito Arancia meccanica di Stanley Kubrick.
I protagonisti sono dei teddy boys in salsa milanese…
Sì. Sono dei giovani teppisti che decidono di vivere una notte brava in cui affronterano molte esperienze spericolate e oltre il limite. Vivono nella Milano del Boom economico, ne sognano le luci e il benessere, ma ne sono emarginati. In loro, troviamo uno spaccato affascinante di quel mondo, con molti riferimenti adatti anche all’oggi. Grandissima l’attenzione che Pasolini ha dedicato, per esempio, al linguaggio, in un plurilinguismo che denuncia provenienze e destini diversi.
Interessante anche il fatto che Pasolini abbandoni per un attimo la “sua” Roma, per immergersi in un altro contesto…
Se lo sguardo dell’autore verso Roma è amorevole, non si può dire lo stesso nei confronti di Milano che, agli occhi di Pasolini appare non più vergine, corrotta dalla modernità, dal fiume di denaro, dall’egoismo imperante. Anche qui però, il grande autore racconta storie di ultimi che rispondono con l’anarchia che sfocia in violenza al fatto di essere emarginati.
In scena siete solo in due, mentre i personaggi sono molti…
Sì. Io e l’attore batterista Diego Paul Galtieri diamo corpo e voce a una folla di personaggi, diversi, coloriti, fortissimi. Ci sono le vittime e i carnefici. Ci sono figure poetiche e grottesche. Una coralità di volti e di storie che amo completamente. Il ritmo del racconto è incalzante e il finale è con il botto! In più, a ogni replica, avremo in scena degli special guest che renderanno unica ogni serata.
Insomma, una nuova e intensa avventura di scena, su un palco importante come il Franco Parenti?
Sono felicissimo di questa occasione. Credo che lo spettacolo potrà crescere molto e maturare.

Biglietti da 15 a 12 euro. Info: 0259995206 e scrivendo a biglietteria@teatrofrancoparenti.it. Il sito è www.teatrofrancoparenti.it.

(Foto di Laila Pozzo)

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