La giornata particolare di Solarino e Scarpati al Sociale

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Volendo scrivere di Una giornata particolare, andato in scena il 22 e il 23 febbraio al Teatro Sociale di Como, è doveroso premettere che io non ho – colpevolmente – mai visto il film capolavoro di Ettore Scola.
Non sono dunque influenzata dal confronto, probabilmente impari, tra le interpretazioni di Marcello Mastroianni e Sophia Loren e quelle di Giulio Scarpati e Valeria Solarino, protagonisti della versione teatrale con la regia di Nora Venturini e l’adattamento teatrale di Gigliola Fantoni.
Tralasciando qualunque banale e scontata considerazione sulla grandezza dei primi, posso invece soffermarmi sulla bravura dei secondi, che sono tra i miei attori italiani preferiti. Certo, l’interpretazione di Gabriele (l’inquilino del terzo piano) e di Antonietta (madre e moglie bistrattata), è molto diversa dai ruoli in cui sono abituata a vederli.


Ricordo Scarpati ne Il giudice ragazzino e in Pasolini, un delitto italiano – entrambi di Marco Tullio Giordana: ero forse troppo giovane, all’epoca in cui uscirono, per capirne il significato profondo ma la sua recitazione mi rimase impressa. Molto diversa ma allo stesso molto convincente quelle del famosissimo dottor Lele Martini e, qualche anno dopo, del maestro Perboni del libro Cuore. Altrettanto poliedrica è Valeria Solarino, passata da Che ne sarà di noi e La febbre all’intensissimo ruolo di Angela in Viola di mare, dove si innamorava di Isabella Ragonese. Nei più recenti Era d’estate e La terra dei santi la Solarino si è cimentata con due ruoli da magistrato a mio avviso emblematici: nel primo interpreta Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, e nel secondo Vittoria, impegnata nella lotta alla ‘ndrangheta e nel confronto con le donne dei clan.


Ecco, i personaggi di Gabriele e Antonietta sono molto diversi da tutti questi e sono stati, per me, una scoperta. Valeria Solarino, in versione decisamente dimessa, dà voce e figura a una donna che vorrebbe apparire felice ma che comprende di non essere rispettata da nessuno, specialmente all’interno della famiglia. Dedita alla casa e quasi inglobata nella stessa, Antonietta trova per sé solo pochi momenti in assenza di marito e figli. Sa di essere considerata ignorante e per nulla compresa, anche linguisticamente, e non si stima: la recitazione della Solarino rende molto bene tale caratteristica, anche se il dialetto siciliano pare a tratti po’ confuso. L’incontro con Gabriele, l’inquilino del terzo piano, sarà uno sprazzo di luce nella penombra della sua esistenza; entrambi esclusi dalla parata militare a cui tutti gli altri condomini partecipano, verranno uniti da un’ inaspettata affinità che consentirà a entrambi di sentirsi vivi.

Scarpati rende molto bene il personaggio di Gabriele: radiocronista estromesso dall’Eiar in quanto antifascista ma, soprattutto, perché definito “depravato”, avrà modo di confidarsi e raccontarsi con la sua vicina come non era mai riuscito a fare prima, abituato alla compagnia di intellettuali e a quella dei libri. L’attore pare a tratti un po’ trattenuto ma questo, forse, serve a far capire il tumulto interiore del personaggio. I due troveranno un’intimità mai provata e si sentiranno, almeno per un po’, importanti per qualcuno. Complice un piccolo pappagallo fuggitivo e un libro dato in prestito, i due si conosceranno e scopriranno anche se stessi nell’arco di questa giornata, per tutti e per molti motivi, particolare.

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