Il teatro entra nelle scuole

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…Sognare, scrivere storie (come leggerle, andare a vederle o credervi) è un’obliqua protesta contro la mediocrità della vita e un modo transitorio, ma efficace, di burlarla.

Mario Vargas Llosa

Non si è ancora chiuso l’anno scolastico e già sugli scaffali dei supermercati iniziano a vedersi diari, astucci e quaderni per il prossimo. Normalmente sarei per il «Hey! Diamo tempo al tempo!», ma c’è una novità riguardo alla scuola che vale la pena conoscere.

Il Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) ha presentato lo scorso 27 marzo, data in cui ricorre la Giornata mondiale del teatro, le Indicazioni strategiche per l’utilizzo didattico delle attività teatrali per l’anno scolastico 2016/2017 (le trovate a questo indirizzo http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs160316bis).

Significa che il Teatro entra definitivamente a far parte dell’offerta didattica delle scuole italiane di ogni ordine e grado e ottiene piena cittadinanza nel bagaglio formativo degli studenti.

teatro01Già negli ultimi quarant’anni il teatro ha saputo conquistarsi grande spazio e favore in campo educativo, è ormai improbabile che un alunno completi i suoi studi senza incappare nel teatro, senza incontrarne le tracce almeno una volta. Portare il teatro nelle scuole e le scuole a teatro è una pratica che, dagli anni Sessanta con la nascita del Teatro Ragazzi, è cresciuta negli anni Novanta ed è portata avanti oggi in varie forme (laboratori, spettacoli, seminari) da piccole o grandi compagnie, piccoli o grandi teatri, di tutta Italia, che ne fanno una componente importante, spesso essenziale, della loro attività.

Con la pubblicazione di queste linee guida, il Ministero vuole fornire alle scuole delle macro indicazioni in relazione all’introduzione delle attività teatrali tra le attività didattiche, perché sia possibile operare su un comune corpus teorico pedagogico e didattico. È un passo importante per la crescita della cultura artistica all’interno delle nostre scuole.

Il comunicato stampa e il documento pubblicato dal Miur contenente le linee guida sono consultabili qui. Sono testi brevi e accessibili, che espongono chiaramente le indicazioni teoriche e operative della gestione delle attività teatrali in ambito scolastico e le premesse sul valore pedagogico-didattico del teatro.

Non mi dilungo, quindi, sul contenuto del documento, se non per accennare all’importanza dell’inserimento organico degli spettacoli artistici nei percorsi curricolari, inserimento attraverso cui si possono creare condizioni ottimali per soddisfare i diritti di tutti alla cultura artistica e si possono offrire opportunità ai più svantaggiati per superare le difficoltà di accesso al mondo dell’arte.

È forse invece importante chiedersi non solo come il teatro debba essere portato dentro le scuole, ma soprattutto a chi e a che cosa debba servire, con la consapevolezza che naturalmente risulta impossibile sostenere posizioni definitive sulle finalità del teatro fatto a scuola.

Credo che l’introduzione del teatro nella scuola come materia curriculare non debba diventare tanto un mezzo per raggiungere in un modo alternativo a quello scolastico risultati sul piano dell’apprendimento di contenuti legati alle materie curriculari. Certo, facendo teatro si può anche imparare, ed è bello che questo avvenga, ma la natura del teatro è prevalentemente fantastica ed emotiva; per questo frequentare un laboratorio teatrale non deve servire ai ragazzi soltanto per accrescere il loro bagaglio di informazioni, probabilmente con meno sforzo di quanto non ne comporti lo studio di un testo. Piuttosto, creare uno spazio all’interno della scuola, in cui sia possibile produrre, suscitare, riconoscere e vivere emozioni è di fondamentale importanza.

teatro02E il teatro è un’ottimo luogo per moltiplicare queste occasioni, è uno spazio consacrato alla simulazione in cui è possibile mettere in luce alcuni dettagli dell’immaginario individuale, fare attenzione ai propri modi di essere in relazione agli altri, esercitare la propria fantasia. Può anche dar modo di mettere in atto una forma di ricerca artistica, coltivare una tensione alla dimensione poetica dell’esistenza. Il teatro mette in campo una grande varietà di risorse individuali e competenze oltre a quella del recitare, come quelle musicali, figurative, tecniche, culturali, umane…e ognuna partecipa a un’impresa collettiva che esprime la capacità creativa di tutto il gruppo. Insomma, teatro che educa nel senso etimologico del termine, guida e aiuta i ragazzi a esprimere i propri contenuti e non semplicemente a introiettare quelli esterni.

E per chiudere dalla parte del teatro, un teatro che non investa nel ricambio generazionale del suo pubblico è inesorabilmente destinato all’estinzione.

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