Il dramma di Rigoletto infiamma il Sociale

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È un Rigoletto sospeso fra un Cinquecento reinterpretato e un ambiente astratto illusorio, quella che va in scena stasera al Teatro Sociale di Como. Nella “camera delle meraviglie” cinquecentesca concepita dalla regista Elena Barbalich come ponte fra tre secoli (quello originario del Ducato di Mantova, l’Ottocento di Verdi e la contemporaneità) andrà in scena la coproduzione di Aslico e del Teatri di OperaLombardia con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi che ha debuttato con successo a Pavia tre settimane fa.


Il melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, che porta in scena Le roi s’amuse di Victor Hugo, con la tragica vicenda del buffone di corte Rigoletto, il sacrificio d’amore di sua figlia Gilda, lo sprezzante cinismo del duca di Mantova, l’insieme delle figure femminili (oltre a Gilda, Maddalena e la Contessa di Ceprano) e maschili che in diverso modo gravitano attorno al Duca sarà un gioco di specchi orientato sulla vicenda, a conferma da parte della regista di «un destino artificialmente prescritto» che collega universalmente le lontane corti rinascimentali a un oggi niente affatto diverso.

Angelo Veccia è Rigoletto alla prima

Al direttore d’orchestra Pietro Rizzo, bacchetta italiana apprezzata nel panorama internazionale, Aslico ha affidato la direzione dell’Orchestra i Pomeriggi Musicali di Milano e di un cast vocale per il quale OperaLombardia ha fuso voci di grande esperienza e giovani tra i più interessanti e apprez- zati del panorama nazionale ed internazionale. Due baritoni di spessore, Angelo Veccia e Francesco Landolfi, si alterneranno nella parte di Rigoletto rispettivamente fra la prima di giovedì 23 novembre alle 20.30, e il turno B previsto per sabato sera. Veccia, romano già in scena alla Scala, all’Arena, al Concertgebouw di Amsterdam, sarà anche in cartellone nel prossimo Otello estivo del festival Como città della musica.

Alla prima Gilda avrà la voce di Lucrezia Drei. Con lei ci saranno il Duca di Matteo Falcier e i giovani Alessio Cacciamani (Sparafucile), Katarina Giotas (Maddalena), Nadiya Petrenko (Giovanna), Matteo Mollica (Il Conte di Monterone), Giuseppe Distefano (Matteo Borsa), Guido Dazzini (Marullo), Giuseppe Zema (Conte di Ceprano), Anna Bessi (Contessa di Ceprano), Luisa Maria Bertoli (Paggio), Giacomo Archetti (Usciere).

Lucrezia Drei è Gilda

Elena Barbalich annuncia le figure femminili tutte congelate come oggetti inanimati vittime del rapporto di voyeurismo e consumo spersonalizzato, in una sorta di collezionismo anche visivo. Un «universo incontaminato, rappresentato da alberi racchiusi in teche, protetti dal mondo esterno proprio come Gilda lo è dal padre» sarà invece la dimensione visiva della casa di Rigoletto, suggestionata dal simbolismo affidato all’albero. L’incontro di questi due mondi porterà alla tragedia, in una dimensione visiva firmata da Tommaso Lagattolla con le luci di Fiammetta Baldiserri e movimenti coreografici affidati a Danilo Rubeca che annunciano tutto da guardare e comprendere. Completerà il palcoscenico musicale il Coro OperaLombardia istruito da Massimo Fiocchi Malaspina e la Banda di palcoscenico composta da elementi dei Pomeriggi.

Al botteghino di piazza Verdi sono ancora disponibili gli ultimissimi biglietti, acquistabili fino all’inizio dello spettacolo: 58 euro (platea e palchi), 26 euro (IV galleria parapetto), 23 euro (V galleria, parapetto), 20 euro (IV galleria, ranghi) e 17 euro (V galleria, ranghi).

(Foto di Alessia Santambrogio)

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