Giovani nella storia al Sociale per l’anteprima mondiale di Ettore Majorana

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La sera del 26 settembre, chi si trovava al Sociale per assistere all’opera Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse, scritta e diretta dal regista Stefano Pintor, ha, nel suo piccolo, partecipato a un pezzo di storia. Per la prima volta in assoluto, infatti, il Teatro ha ospitato un’anteprima mondiale a prezzo ridotto per gli under 30, che hanno popolato a frotte palchi e platea, trasformatisi per l’occasione nei piani di un’immensa nave. Recitando su un palco in aggetto, gli attori hanno potuto interagire in prima persona con gli spettatori, divenuti così personaggi e parti in causa della trama.

In questo modo è stato ancora più immediato emozionarsi per la performance dei cantanti, ineccepibili nell’esecuzione delle partiture composte da Roberto Vetrano. Elaborati giochi di luci e la presenza di un’orchestra dal vivo hanno poi aggiunto intensità all’esperienza. Il progetto ha riavvicinato l’apparentemente austero teatro d’opera alla dimensione del gioco e ha fatto breccia nei presenti.

Potendo fare riferimento solo al filo conduttore della storia, ovvero la misteriosa sparizione del fisico siciliano nel 1938, il pubblico ha seguito rapito l’alternarsi senza soluzione di continuità di scene corali intense e momenti di solitaria introspezione, che si stagliavano su un fondo mutevole, a tratti mare e a tratti planetario, nel quale si perdevano tanto il nostro sguardo quanto quello del Majorana.

La dinamicità della narrazione ha mantenuto alta anche l’attenzione dei molti digiuni di questo genere, tanto che a fine rappresentazione, stando ai commenti raccolti nel foyer, in pochi dicono di aver faticato a entrare nello spirito della serata. A ciò ha di certo contribuito anche il “dress code” anni Trenta e Quaranta, ideale per immergersi appieno nell’atmosfera.

Insomma, per molti un primo approccio alla lirica decisamente memorabile. Il sovrapporsi di piani temporali e ipotesi raggiunge un culmine, sul palco ritroviamo un esercito di infiniti Majorana, lo scienziato «che può stare in tutti gli stadi intermedi fra l’essere e il non essere». È arrivato il gran finale, un applauso scrosciante chiude lo spettacolo. La riconferma che l’opera può e deve essere fruibile anche dai giovani.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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