Giorno della memoria: la Shoah secondo i Sulutumana e Adduci

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Uno spettacolo che unisce musica e narrazione, un racconto struggente ma dai contorni agrodolci grazie alla drammaturgia misurata di Giuseppe Adduci e alle canzoni dei Sulutumana. È La farfala sucullo, già vincitore del premio Teatro e Shoah nel 2007, in scena sabato 28 gennaio alle 20.30 nella sala dell’associazione NoiVoiLoro in via del Lavoro a Erba.

Giuseppe Adduci e Gian Battista Galli

È un racconto che si svolge in un lager e che mette in scena la vicenda di un emarginato, un dimenticato dalla storia, un rom deportato e imprigionato. «Non tutti sanno che oltre ai sei milioni di ebrei, i nazisti sterminarono nei campi di concentramento migliaia di dissidenti politici, di minorati psichici e fisici, di omosessuali e di zingari – spiega Adduci – La storia ufficiale si è occupata poco delle sofferenze di questi ultimi, probabilmente perché non ha trovato tra di loro chi avesse sufficiente voce e volontà di grido. Il teatro, come a volte succede, corre in soccorso dei meno potenti, ed è questo il motivo de La farfala sucullo. Lo spettacolo cerca di mettersi in comunicazione con la diversità, tramite l’emozione della vicenda che narra e delle canzoni che la accompagnano e cerca di essere in questo momento oscuro un appiglio a chi ha voglia di credere che il razzismo non è mai una buona opinione».

La collaborazione tra Adduci e i Sulutumana, presenti in trio con Gian Battista Galli, Francesco Andreotti e Nadir Giori, è di lunga data e ha dato vita a diversi spettacoli per bambini come L’incredibile meravigliosa storia di Prinsi Raimund e Guarda le stelle. Anche questa pièce può essere adatta a un pubblico giovane, ma il suo tema è universale. «Due zingari al suono della fisarmonica cercano elemosina, con ironia e imprevedibilità. Davanti a un pubblico riottoso giocano la sfida di raccontarsi in cambio di una moneta, disvelando ‘i segreti del mestiere’ e le peripezie di una dinastia che ha come segno distintivo un grosso neo a forma di farfalla, simbolo di una libertà che non vogliono cedere», riassume l’autore, e nella vita del protagonista trova posto l’orrore della Shoah, ma anche l’amore vissuto in una situazione ai limiti dell’umano. È uno spettacolo a cui tengono molto anche i Sulutumana, sempre disposti a riproporlo in occasione di questa commemorazione.

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