Gioele Dix, emozionante Malato immaginario

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Al momento di andare a vedere Il malato immaginario, rappresentato questa domenica a Chiasso, ero molto dubbioso. Non tanto per la regia; Andrée Ruth Shammah aveva già messo in scena il testo di Molière trent’anni fa per Franco Parenti, e quello spettacolo era già entrato nella storia del teatro. No, era l’interprete principale a lasciarmi perplesso. Gioele Dix, un comico televisivo, interpretare Molière? Non che abbia qualcosa contro i comici (fare l’attore comico richiede un talento terrificante), ma temevo che Dix non fosse abbastanza sottile da interpretare un personaggio complesso come Argan. Come accade abbastanza spesso a chi si lascia guidare dai pregiudizi, mi sbagliavo di grosso; arrivato al Cinema Teatro di Chiasso mi sono trovato di fronte a uno spettacolo bellissimo, perfettamente interpretato e messo in scena.

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Il malato immaginario ha per protagonista un personaggio straordinario. Argan, benestante e in buona salute, è convinto di essere afflitto dalle più diverse malattie e passa le giornate riempiendosi di purghe, salassi e clisteri. Tirannico ed egoista, quanto vanesio, codardo e, a conti fatti, simpatico, Argan è un personaggio bellissimo, che giganteggia sulla scena accanto alla sfrontata, vitale e sfrenata Antonietta / Tonina, interpretata da Anna della Rosa. Tonina è la serva di Argan, portatrice di quel sano buon senso che al suo padrone manca completamente. Vi sono poi altri personaggi, perfettamente disegnati; Angelica, la figlia devota ma maltrattata; il suo focoso pretendente Cleante (la loro unione, naturalmente, è osteggiata da Argan che vorrebbe sposare la figlia a un medico); Belinda, la seconda moglie di Argan, naturalmente arrivista e approfittatrice; e poi tutti i dottori, cialtroni e sproloquiatori, che parlano un gergo astruso e incomprensibile.

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La regia si avvale di una scenografia essenziale e di pochi oggetti di scena, ed esalta piuttosto i movimenti dei personaggi, e la capacità degli attori di giocare con lo spazio. Il ritmo è perfetto, e vengono esaltate le potenzialità comiche del testo (esilarante, per esempio, la scena del duetto canoro tra Cleante e Angelica); gli attori, poi, sono tutti impeccabili.
E Gioele Dix? Gioele Dix interpreta benissimo Argan. Si trova perfettamente a suo agio con gli aspetti comici del suo personaggio, ma non solo. L’Argan di Dix è un personaggio profondo, sfaccettato. Talora è detestabile, prepotente ed egoista, altre volte è vanesio e capriccioso, ma l’attore riesce a dare sempre coerenza alle sue trasformazioni. Si sente che Dix ha interiorizzato profondamente la parte, perché questo Argan è ben lontano dall’essere una macchietta; è un essere umano, ambiguo e contradditorio come solo gli esseri umani sanno essere.

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Anna della Rosa è a sua volta un’ottima interprete, con un’eccezionale presenza scenica, una grande capacità per le scene di coppia (si creano sempre dinamiche bellissime quando recita con qualcun altro; tre lei e Dix l’intesa è perfetta) e una verve fuori dal comune.
Lo spettacolo, insomma, mi lascia stupito e ammirato. E mi ricorda che è meglio lasciar perdere i pregiudizi, quando si va a teatro.

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