De revolutionibus: moderne operette morali al San Teodoro

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Ancora uno spettacolo raffinato e originale, nella programmazione del Teatro San Teodoro di Cantù. Sabato 19 novembre alle 21, va in scena De revolutionibus. Sulla miseria del genere umano, una produzione della compagnia siciliana Carullo – Minasi. Si tratta di un lavoro che ha già ottenuto importanti riconoscimenti e ha vinto il concorso Teatri del Sacro 2015.

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L’ispirazione è letteraria. Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, che hanno scritto il testo e lo interpretano, si sono ispirati al capolavoro filosofico di Giacomo Leopardi, le Operette morali. De revolutionibus infatti è composto, partendo da Il Copernico e il dialogo tra Galantuomo e Mondo, due componimenti della celebre raccolta. La scelta è singolare, visto che il testo del poeta recanatese non ha nulla a che fare con le scene. La riflessione messa in atto da Leopardi diventa però spunto per una interessante proposta teatrale. Sul palco, arrivano, con il Carro di Tespi, simbolo degli attori girovaghi, due vecchi comici. Sono proprio loro a proporre al pubblico una storia che ha al centro l’uomo, la sua esperienza di vita, il destino e il senso dell’esistenza stessa. Temi, come ben sappiamo, centrali nella produzione leopardiana. In contrasto con l’altezza delle riflessioni messe in campo, l’allestimento gioca con la più semplice e minimale delle forme teatrali. Sono i guitti, i saltimbanchi, i teatranti più poveri di mezzi ma ricchi di inventiva a essere rappresentati. E il pubblico non è solo uno spettatore passivo, ma viene coinvolto attivamente.

Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi

Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi

Ce n’è abbastanza per aspettarsi una serata interessante e intelligente, piena di sorprese. Biglietti da 15 a 7.50 euro.

(Foto di Gianmarco Vetrano)

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