D.A.D. – Primo film per il comasco Annoni

d-a-d-primo-film-per-il-comasco-annoni
0 1842

http://images.vogue.it/imgs/galleries/peole-are-talking-about/musica-teatro-cinema/021528/annoni-primo-piano-4-141873_0x440.jpgSiamo abituati a vederlo sul palcoscenico, tra pièce più impegnate e commedie brillanti. Ora Stefano Annoni, trentatreenne comasco, già da tempo lanciato concretamente alla conquista di una visibilità nazionale, tra scena e fiction, è, per la prima volta, su grande schermo. È uscito nelle sale (purtroppo non quelle lariane e per vedere il lungometraggio si può fare un salto a Milano, all’Apollo, almeno ancora per tutta questa settimana) D.A.D., thriller di produzione italiana, diretto da Marco Maccaferri. Il lungometraggio è interpretato oltre che da Annoni, da un cast corale, numeroso e in gran parte di matrice teatrale. Recitano Luca Bastianello, Giovanni Battaglia, Giorgio Borghetti, Maria Carpaneto, Francesca Cassottana, Giusto Cucchiarini, Elisabetta De Palo, Hervé Diasnas, Mattia Fabris, Magdalena Grochowska, Melania Maccaferri, Valentina Mignogna, Stefano Orlandi, Clemente Pernarella, Ivana Petito, Emilio Romeo, Emilia Scarpati Fanetti, Arianna Scommegna, Alice Torriani e Eleonora Trevisan. Prodotto da L’Isola srl Milano e Polivideo CH, il film è basato su soggetto di Maccaferri, che ne firma anche la regia e di Diego Runko. La sceneggiatura è ancora di Maccaferri e Antonello Rinaldi con la collaborazione di Runko. La fotografia è di Claudio Bellero e il montaggio di Marco Garavaglia. Dopo essere stato presentato, nello scorso marzo, al Baff di Busto Arsizio, in anteprima, il film, girato nel 2014, è finalmente arrivato al vaglio del pubblico.

https://scontent-ams3-1.xx.fbcdn.net/t31.0-8/13575827_834674719996580_8652084452006010720_o.jpg

Annoni, ecco la sua prima prova al cinema. Le piace?
Sì, una bella esperienza e poi devo dire che vedere il mio faccione su grande schermo mi ha fatto una certa impressione (ride).
Il suo debutto è affidato a questo lavoro particolare di Maccaferri. Cosa significa D.A.D.?
È un acronimo e sta per Double – Armed / Android sniper / Device. Potremmo definirlo a metà tra l’action movie e il thriller psicologico.
Perché?
Si racconta, in modo corale, la storia di diciannove persone che, una mattina, scoprono che è scoppiata una guerra, contro un nemico sconosciuto e temibile. Per vie diverse e per sopravvivere, tutti si ritrovano in una “buca”, un riparo nel terreno. Vi si rifugiano e devono perennemente stare accovacciati per non essere falciati dal nemico che li accerchia. Qui si incontrano, si conoscono, intrecciano relazioni diverse.
Oltre al tema del pericolo esterno, pare molto importante lo studio delle relazioni umane in situazioni estreme…
Certo. Siamo di fronte ad un piccolo nucleo sociale, che deve combattere contro la morte. Ognuno ha reazioni diverse e le sinergie o gli scontri che si innescano hanno un loro interesse significativo. Va detto che il film è stato girato quasi tutto in cronologica e questo ha accentuato l’attenzione sulle relazioni non solo tra i personaggi ma anche tra noi interpreti. Del resto, sul set le condizioni ambientali non erano facili ed è stato importante creare uno spirito di gruppo forte. Ancora oggi, siamo restati tutti in contatto.
Dove avete girato?
Era l’estate (piovosa, ndr.) del 2014 e le riprese sono state effettuate tra Lissone e Desio, in una cava della Brianza. Le esterne poi sono state realizzate in Svizzera. Il terreno della cava era intriso d’acqua e emanava anche molto calore. Una grande fatica ma anche una prova interessante.
https://scontent-ams3-1.xx.fbcdn.net/t31.0-8/s960x960/13613459_834667489997303_510949082068364056_o.jpgParliamo del suo personaggio…
Sono un giovane ingegnere trentenne che, però, lavora come magazziniere, a causa della crisi. È un tipo schivo e impacciato, ma le sue competenze tecniche saranno utili al gruppo, nelle situazioni peggiori. Si mette al servizio degli altri e acquista anche un po’ di coraggio, tanto da allacciare una relazione sentimentale. Sarà protagonista di un grosso colpo di scena… Diciamo che è uno sfortunato, nella vita come nella buca.
Come ha lavorato, per interpretarlo?
Andando per sottrazione, cercando di calarmi in un ragazzo timido che ha però un profondo vissuto emotivo. Il regista ha voluto che tutti connotassimo i personaggi come archetipi, per enfatizzare l’incontro e lo scontro di tipi umani.
Chi è il nemico oscuro che vi assedia?
Non è dato saperlo con precisione… Possiamo dire che qualcuno parla un’altra lingua, ma il nemico potrebbe anche aver convissuto con noi. Non posso spoilerare troppo!
Sembra un riferimento a una realtà non troppo remota…
Questo è uno degli elementi che ha diviso il pubblico. Alcuni hanno sollevato obiezioni sul fatto di raccontare uno scontro di questo tipo, proprio ora. Anche questo fa parte dell’esperimento di Maccaferri.

Dopo D.A.D. ha altri progetti cinematografici?
L’anno scorso ho girato, con la regia di Giuseppe Varlotta Beyond the mist – Oltre la nebbia. Si tratta di una produzione elvetico francese. Abbiamo girato a Bellinzona, in una ex fabbrica di cioccolato. I nomi sono importanti: tra gli altri, Pippo Del Bono, Corinne Clery, Modestina Cicero e Chiara dello Iacovo. Anche questi film, in attesa di uscita, è un thriller e io sono, finalmente, un cattivo.
E il teatro?
Riprenderò a breve le repliche di La bisbetica domata di Cristina Pezzoli. Poi a settembre, ci sarà l’appuntamento comasco con il Como Lake Burlesque Festival. Molto importante, per me, il debutto a Milano, al teatro Franco Parenti, in febbraio. Per due settimane, saremo in scena con l’adattamento teatrale di La nebbiosa, sceneggiatura di Pasolini. La regia è di Paolo Trotti e io sarò in scena con Diego Paul Galtieri, musicista e attore italo francese.

Lascia un commento