Como balla i Canti della seta

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Virgilio Sieni

Le prove sono iniziate e la sera è scesa su Como. Il rumore del traffico oltre le mura è attutito e in Arena, prevale il garrire delle rondini. Le luci illuminano l’area del parcheggio trasformato in palcoscenico, mentre un gruppo di donne e uomini di ogni età e condizione, si muove all’unisono, sotto i vigili occhi del coreografo, Virgilio Sieni, e dei suoi assistenti. Sono circa sessanta persone: studenti, distinte signore, mamme in attesa, giovani migranti, appassionati di teatro e di spettacolo oppure neofiti dell’ambiente. E c’è anche una giornalista che da osservatrice si è trovata, d’un tratto, a piedi scalzi, sul palcoscenico, coinvolta dal coreografo. «Da fuori, non puoi capire – le ha detto – Solo fondendoti nel gruppo, ne puoi cogliere ritmi e prospettive». E aveva ragione. Partecipare alle prove di Canti della seta, il nuovissimo spettacolo, nato ad hoc per Como, che debutterà venerdì 7 luglio alle 20.15 e, in replica, alle 22.15, all’Arena del Teatro Sociale di Como, si rivela un’esperienza emozionante e illuminante.

Le prove dello spettacolo Canti della seta

Sieni, coreografo di fama internazionale, ha concretizzato l’idea, fortemente voluta da Barbara Minghetti, di una partecipazione estesa anche alla danza (e non solo alla lirica, con 200.Com). Venerdì, il coreografo fiorentino porterà in scena, nelle inedite vesti di danzatori, circa sessanta cittadini comaschi, che metteranno a frutto i mesi di dedizione a un progetto complesso e raffinato. Un impegno non da poco che ha colmato tutti i fine settimana dalla fine di aprile a oggi, in un crescendo di prove. Prima, guidati dagli assistenti di Sieni, i non professionisti hanno lavorato in gruppi, nelle sale del Teatro. Poi è arrivato il momento delle prove collettive, con Sieni in persona, per testare la tenuta del gruppo completo. A detta di tutti, è stato un lavoro duro ma appagante, che, al di là della pur importante performance artistica, lascerà certamente un segno, nel grado di affiatamento e di complicità raggiunto. Anche per chi ha provato per meno di un’ora, a solcare quel grande palcoscenico di fogli di cartone, il senso della condivisione si è materializzato, uscendo dal campo delle intenzioni e facendosi vivo nei tocchi delle mani, nel misurare la distanza tra i corpi, nelle geometrie costruite intorno al gesto accogliente e all’aiuto. La coreografia si incarna in un flusso incessante di uomini e donne, in perenne cammino. Come a simboleggiare un’intera collettività, che sia la “civitas” o l’umanità intera, i danzatori sciamano da una parte all’altra del palco, sostenuti dalla musica elettronica suonata dal vivo da Michele Rabbia.

Dalla massa in movimento si staccano gruppi più piccoli che, come in un contrappunto, segnano la scena, fatta spartito. Non è la musica a guidarli (la musica se mai compie un percorso parallelo e quasi pittorico, tra percussioni e suoni elettronici, sottolineando la performance), ma una melodia interiore, nata dall’intesa. Cosa racconta Canti della seta? Parla di viaggi, di operosità (rappresentata dai drappi di seta indossati dai danzatori), ma anche di incontri e lentezza, fluidità e cambiamenti. È una nuova puntata del Festival Como Città della Musica, voluto da Aslico, in collaborazione con i Palchettisti, all’insegna della creatività e del racconto poetico dell’oggi. I biglietti costano 20 euro e possono essere acquistati in biglietteria o sul sito www.comofestival.org. Grazie alla Famiglia Comasca, che anche quest’anno sostiene il Festival, trenta biglietti sono stati messi a disposizione dei cittadini. Info: 031270170.

(Foto di Carlo Pozzoni)

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