Canta come mangi: omaggio a Milano

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Canta come mangi: un nome, un programma. Un nome, una garanzia. Sabato 25 febbraio alle ore 21, al Teatro San Teodoro di Cantù, torna una manifestazione che, giunta alla sua la quinta edizione, ha avuto un grande successo fin dall’inizio.

Merito, senza dubbio, di Antonio Silva, storico presentatore del Premio Tenco e ideatore del format:  bella musica e buon cibo, tradizioni culinarie e musicali che si intrecciano in una combinazione vincente. Fin dal primo anno, Canta come mangi ha portato a Cantù cantautori provenienti da tutta Italia, proponendo un connubio con le specialità gastronomiche di tante regioni. Sabato, con lo spettacolo Canta Milano, protagonista della serata sarà il capoluogo lombardo: la band milanese Emilio e gli Ambrogio accompagnerà gli spettatori in un viaggio attraverso la musica dei cantautori milanesi. E ancora Emilio Magni, Alberto Pinelli, Davide Zilli, Cesare Livrizzi e sono annunciate anche «incursioni sporadiche ed etiliche della Premiata Forneria Campari».

Antonio Silva

Non mancherà – e come avrebbe potuto essere diversamente? – la parte di degustazione, con il ricco aperitivo a buffet offerto dai ristoranti locali che aderiscono al Festival della cazoeùla. La collaborazione e la partecipazione dei ristoratori è stata, fin da subito, amplissima e  più che soddisfacente e ha consentito all’iniziativa di prendere piede e coinvolgere quante più persone possibile. Per conoscere qualche segreto in più abbiamo fatto quattro chiacchiere con Paolo Ghirimoldi, consulente artistico della manifestazione.

Canta come mangi è giunto alla sua quinta edizione; qual è stata l’idea iniziale e come si è consolidata la manifestazione?

L’idea iniziale, avuta insieme ad Antonio Silva, è stata quella di coniugare cibo e musica in un’insolita location come il Teatro San Teodoro di Cantù, luogo decisamente inusuale per la gastronomia e la ristorazione. Negli anni abbiamo avuto il piacere di presentare libri, progetti e tanti artisti: da Dolcenera a Cisco, da Giorgieness a Fabio Treves, da Peppe Voltarelli ad Andrea Mirò ma anche Bruno Pizzul, Fabio Tavelli e Andrea Parodi, per non dimenticare Emil e Sara Velardo. La manifestazione si è consolidata ed è entrata nel cuore dei canturini proprio per la qualità espressa sul nostro palco.

Con Dolcenera

Il pubblico che gravita attorno allo spettacolo è piuttosto variegato, grazie sicuramente alla formula, agli artisti coinvolti ma anche, certamente, grazie alla passione che gli organizzatori mettono nell’iniziativa: qual è il segreto del vostro successo?

Paolo Ghirimoldi

Sicuramente essere delle buone forchette e dei curiosi musicofili aiuta. Quindi, fondamentalmente, il nostro segreto è la passione per il bello. C’è da dire poi che, in un periodo in cui tutti stanno riscoprendo il cibo di qualità, l’abbinata con la musica di pari livello è diventata una cosa “dovuta”; in fin dei conti il legame musica – cibo è talmente viscerale e intimo che può portare a scoprire storie bellissime. Ogni anno, infatti, troviamo nuovi talenti e aneddoti legati alla cucina alla musica e all’incrocio tra di esse. Inoltre non dimentichiamo che Antonio Silva è uno dei padri fondatori del Club Tenco e che per tanti artisti Canta come mangi è stata una vetrina importante.

Sabato la serata si concentrerà sulle atmosfere milanesi e il cantautorato della città a noi vicina. Negli anni scorsi si è spaziato molto per generi musicali e – ovviamente – tradizioni culinarie con tantissimi ospiti diversi. Vuoi ricordare un momento delle scorse edizioni che è rimasto particolarmente impresso nella memoria degli organizzatori o degli spettatori?

Ad esempio Peppe Voltarelli, per la prima volta a Cantù, rimase colpito dalla presenza dei totem dedicati ai giocatori della Pallacanestro Cantù e il giorno dopo, sul suo blog, parlò di un vero e proprio “culto pagano”; ricordo anche un episodio che ha coinvolto il noto artista canturino Emil: propostosi come driver per Bruno Pizzul, assistette a una telefonata incredibile tra il noto giornalista e un certo Gianni. Durante la conversazione Pizzul e il suo interlocutore parlarono di un certo Roberto e tale telefonata si concluse con un «Era Rivera»: vi lasciamo immaginare la faccia di Emil e… chi potesse essere quel Roberto. Per non parlare, poi ,dei commenti in libertà di Pizzul sulla squadra campione del mondo 2006: irripetibili. Insomma, le storie legate a Canta Come Mangi si sprecano e non vediamo l’ora di averne di nuove da raccontare!

(Foto, dalle passate edizioni di Canta come mangi, di Roberta Marelli)

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