Cabarettificio, intervista a Omar Fantini

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Cabarettificio ha i numeri giusti: 5, come le sue stagioni, 3, come il prossimo episodio, 9, come il venerdì di dicembre e 21 come l’orario in cui, al Teatro San Teodoro di Cantù, potremo gustarci un’altra divertente serata in compagnia di tanti comici conosciuti e amati sul piccolo schermo. Il format, partorito dalla geniale mente di Alessio Parenti, riscuote ad ogni spettacolo un sempre maggiore consenso del pubblico, sia per la caratura dei protagonisti (che provengono tutti da trasmissioni di grande successo come Zelig, Colorado e Comedy Central) sia per la formula semplice e accattivante, che prevede il coinvolgimento diretto dei presenti in sala, chiamati a interagire con gli artisti.

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A parlarmi di questo, e non solo, ci pensa Omar Fantini, straordinario cabarettista bergamasco, uno dei fuoriclasse schierati in questa nuova edizione, raggiunto telefonicamente un paio di giorni prima della terza serata.

Omar, innanzitutto, come ti è venuto in mente di fare il comico di professione?

Quando ero ragazzino non rimorchiavo, così ho cercato prima di fare l’attore serio, frequentando la scuola Teatro Prova di Bergamo, per la quale ho anche lavorato, e l’Acting Center di Milano, ma siccome non ero credibile in quella veste, sono entrato a far parte di un gruppo di comici, il laboratorio Scaldasole, che è stato origine e bacino di formazione di tutta l’ondata di comicità che ha dato vita a trasmissioni come Zelig e Colorado.

cb4Com’è nata la tua partecipazione a Cabarettificio?

Conosco Alessio Parenti da circa dodici anni, siamo sempre andati molto d’accordo e abbiamo lavorato insieme a tantissimi progetti, scambiandoci i ruoli di autore, conduttore e attore; attualmente, conduce con me il laboratorio comico Ridi’n’Bergamo, e io, in maniera non continuativa ma assidua, faccio parte del cast del Cabarettificio.

Qual’è la formula vincente di questo spettacolo, secondo te?

Credo che il punto di forza di Cabarettificio sia proprio Alessio, che è una fucina di idee, si prepara e sa preparare al meglio anche noi; ad esempio, l’idea che ha avuto per questa edizione, organizzare una gara a squadre tra comici, è per noi un’ottima occasione per stimolare le nostre capacità di improvvisazione e sperimentazione ed è fondamentale, in un momento in cui i laboratori sembrano tutti uguali, offrire qualcosa di nuovo che funzioni, anche grazie anche ad un cast coeso e coinvolgente. Cabarettificio ha la fortuna di poter contare su un pubblico fantastico, che definirei perfetto: è presente, caldo e generoso ma non in maniera eccessiva, ride solo se una cosa fa ridere, e questo per noi è davvero importante, ci dà la misura di quello che facciamo e ci indica cosa tenere e cosa aggiustare nel nostro lavoro. Anche lo staff del San Teodoro è meraviglioso, ci accoglie e coccola in modo grandioso, ci sentiamo davvero a casa.

cb5Oltre a Cabarettificio, cos’altro hai in programma in questo periodo?

Tornerò a breve su TV8, in compagnia di Gianluca Scintilla Fubelli, con una quarta stagione completamente rinnovata di House of gag, di cui Alessio è uno degli autori, e sono in giro per l’Italia con il mio spettacolo, le cui date saranno pubblicate di volta in volta sulla mia pagina Facebook.

Cosa pensi che faccia più ridere il pubblico, in questo momento?

Ogni comico ha il suo taglio e la sua specialità, e se li gioca come meglio crede. A Zelig e a Colorado, qualche anno fa, andavano moltissimo i personaggi e i caratteristi con i loro tormentoni, oggi invece c’è stata un’inversione di tendenza e i comici di maggior spessore sono i monologhisti; non c’è una regola fissa, questo è un mondo in continuo cambiamento. Il comico è un amplificatore, osserva qualcosa che può essere divertente di per sé e lo rende ancora più divertente, è questo il suo ruolo e il suo lavoro, si lascia ispirare da quello che vede e lo colpisce.

A questo punto, l’invito decidiamo di farlo insieme, io ed Omar: venerdì 9 dicembre, al Teatro San Teodoro di Cantù, alle ore 21, una folle e divertente banda di comici aspetta tutti coloro che hanno voglia e bisogno di spensieratezza e sane risate, in un clima di goliardia gioviale e affettuosa, che fa bene alla salute e al cuore. E poi, guardatelo bene. Si può dire di no ad un pezzo di marcantonio del genere? Ecco, appunto.

 

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