Buona Prima! Un ultimo invito per il Sociale

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Nonostante la veneranda età di – quasi – 36 anni, ho assistito alla messa in scena di  tre sole opere. La prima, il Don Giovanni, la seconda L’elisir d’amore, la terza Così fan tutte, martedi 4 ottobre, in occasione della Prima Giovani: per la motivazione anagrafica di cui sopra, è ovvio che si intenda anche giovani… dentro. Tali erano sicuramente anche i tanti familiari dei quaranta giovani – veri, quelli –  che hanno calcato il palcoscenico come figuranti. Giovanissimi, in alcuni casi, gli spettatori: «Io domani ho scuola» è una frase che, colta di sfuggita all’uscita, mi ha fatto tanta tenerezza (e un po’ di invidia… io da liceale col cavolo che potevo fare mezzanotte in settimana, anche se per via del teatro). I motivi per cui è valsa la pena di vederla, però, non sono certo i vincoli di parentela o l’intermezzo con dj set e cocktail bar.

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L’opera buffa di Mozart risale al 1789 ma piuttosto attuale resta  la storia, resa contemporanea  dalla scenografia con espliciti riferimenti a talent e reality show  nostrani (piccola nota di colore: Ferrando e Guglielmo in versione Claudiano sono fenomenali). Questo linguaggio scenico  rende molto più vicino quello – diciamo più attempato, senza offesa alcuna – del libretto.

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Ne è valsa la pena per via della concentrazione, della passione, dell’attenzione e del coinvolgimento con cui artisti, professionisti e non, hanno recitato l’opera e con cui gli spettatori l’hanno seguita. Se in un anno qualsiasi tra la quarta ginnasio e la terza liceo mi avessero detto che c’era la possibilità di recitare in un’opera o di assistervi per un totale di tre ore e più non sono come avrei reagito: di certo i giovani dell’altra sera lo hanno fatto in maniera straordinaria.

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I protagonisti, poi, sono bravissimi nel coinvolgere il pubblico con il bel canto: lo dimostrano gli applausi che partivano spontanei nei momenti clou e anche in alcuni momenti in cui non lo si poteva fare, così come gli applausi finali che tutti, e in particolare Despina, hanno ricevuto.

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Gli spettatori della prima e della replica saranno – probabilmente – un po’ diversi per interesse, per conoscenza, per esperienza a teatro: gli attori, la regia e l’allestimento sono i medesimi, invece, e  questo incontro sarà decisamente interessante, anche se non avviene per la prima volta, perchè alle novità e agli adattamenti “fuori dagli schemi” il Teatro Sociale ci ha abituato.
Buona  prima!

(Foto di Alessia Santambrogio)

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