American idiot, il musical dei Green Day a Milano

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Tanta energia punk rock tra sfavillare di luci stroboscopiche e chitarre spianate, ma anche qualche ombra, per la nuova versione italiana del premiato musical Green Day’s american idiot, l’opera scritta qualche anno fa dalla celebre punk band e dal suo leader Billie Joe Armstrong, sviluppando in un’opera teatrale in musica la storia contenuta nei concept album American idiot (2004) e 21st century breakdown (2009). A portare in scena, al Teatro della Luna di Assago, alle porte di Milano, questo adattamento del musical, a cura del regista Marco Iacomelli, sono i ragazzi della Stm –Scuola del teatro musicale di Novara, un affiatato gruppo di giovani e giovanissimi che si è cimentato con brio nel riprodurre le gesta narrate dal libretto di Armstrong e Michael Mayer. Lo spettacolo che ha debuttato il 26 gennaio, resterà in scena a Milano fino al 12 febbraio. Le repliche riprenderanno il 5 febbraio.

American idiot è la storia di tre amici d’infanzia, ognuno alla ricerca di un senso e di un posto nel mondo post 11 settembre, le loro vicende affronteranno paure, fascinazioni e insidie seguendo percorsi diversi fino a una conclusiva presa di coscienza. Nei momenti corali si sono viste le cose migliori, con una manifesta superiorità delle voci femminili, decisamente più mature rispetto a quelle dei colleghi maschi che, soprattutto per quanto riguarda due dei tre protagonisti hanno evidenziato qualche carenza probabilmente dovuta all’inesperienza nell’affrontare un ruolo così impegnativo. Non sono dispiaciuti Luca Gaudiano, nei panni di Will, in possesso di una timbrica e una tecnica vocale più incisiva, e nemmeno il lato oscuro di St Jimmy, interpretato con maggiore personalità da Mario Ortiz. Dopo una titubanza iniziale, forse dovuta anche a un non perfetto mixaggio audio, alla distanza sono usciti il carattere e le voci di Natascia Fonzetti (Whatsername) e Angela Pascucci (Heater). Se a tratti la parte coreografica e canora alla fine si sono fatte apprezzare , le parti recitate hanno evidenziato invece qualche lacuna.

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