Ambra in guerra per (dis)amore

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Della sua vita privata non vuole parlare ma ne La guerra dei Roses, in scena da giovedì 9 a domenica 26 novembre al Teatro Manzoni di Milano, Ambra Angiolini porta molto di sé e del suo vissuto personale. Tratta dal romanzo di Warren Adler, diventato celebre film con Michael Douglas e Kathleen Turner, la commedia dalle tinte noir racconta la lenta e terribile separazione dei coniugi Rose, una vera e propria guerra intestina, come fu quella inglese “delle due rose”. «Il titolo all’inizio mi ha spaventata – ammette l’attrice romana, presente in questi giorni anche al cinema con Terapia di coppia per amanti – perché era tante cose, il libro, il film, la pièce, e tutte fatte bene. Ma per me che sono supercritica uscire di casa con quello che Filippo ci ha consegnato è stato fantastico».

Matteo Cremon e Ambra Angiolini

Filippo è Filippo Dini, regista con cui la Angiolini desiderava confrontarsi da tempo, perché da lei ritenuto geniale, creativo, diverso dagli altri. A tal proposito aggiunge: «A volte capita che il lavoro ti risolve pezzi di vita e della tua giornata quotidiana». Quanto ai protagonisti, la sua Barbara, moglie obbediente e Jonathan, ambizioso uomo d’affari (interpretato da Matteo Cremon), sono una coppia che per anni ha condiviso un grande amore fino a quando, spiega la Angiolini «i due hanno qualche difficoltà e la affrontano in modo drammaticamente cinico e perfido, torturandosi a vicenda, come succede oggi».

Poi l’attrice, che dimostra di possedere la materia, avendola vissuta sulla propria pelle, aggiunge: «Come spesso capita nelle coppie, a un certo punto, uno dei due si sveglia prima dell’altro, ormai accomodato sulla quotidianità imperfetta. In questo caso è lei e lui rimane spiazzato». A chi le fa osservare se i due personaggi siano davvero “diabolici” come vengono descritti, Ambra risponde: «Quale amante non è diabolico sia all’inizio della relazione, quando lucida tutta l’argenteria per acchiapparlo, e alla fine per distruggerlo!» e poi con uno smiley sorridente aggiunge: «Quando il mio ex compagno è venuto a teatro a vedere lo spettacolo gli ho detto: Guarda cosa hai rischiato!».


A dare ancor più forza alla già potente storia contribuisce un’insolita scenografia in pendenza, che segue il percorso emotivo dei protagonisti affiancati dai due avvocati divorzisti interpretati da Emanuela Guaiana e Massimo Cagnina. Indirettamente, nel raccontare le dinamiche della pièce, la Angiolini torna a raccontare della sua esperienza personale e ammette: «Quando si sfascia una famiglia non è mai una cosa bella, poi si può essere più amici o più amanti di prima».


A quarant’anni e con alle spalle decine di film e programmi televisivi, senza contare le incursioni in radio e a teatro, confessa di avere nel cuore 7 minuti uscito lo scorso anno con la regia di Michele Placido: «Quel film è arrivato in un momento privato delicato ed è stato catartico. Ho visto un dolore immenso diventare qualcosa che ancora guardandolo mi commuove. Ecco, in questo spettacolo c’è la stessa voglia di dire basta, di uscire dai luoghi comuni».


La guerra dei Roses di Warren Adler. Traduzione di Antonia Brancati e Enrico Luttmann. Con Ambra Angiolini, Matteo Cremon e Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana. Regia di Filippo Dini.  Scenografie di Laura Benzi. Costumi di Alessandro Lai. Luci di Pasquale Mari. Musiche di Arturo Annecchino.

Orari: feriali ore 20.45; domenica ore 15.30.
Biglietti: poltronissima prestige a 35 euro; poltronissima a 32 euro; poltrona a 23; poltronissima under 26 a 15 euro.

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