Al Sociale la famiglia speciale di Geppetto e Geppetto

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Il tema della famiglia (di qualunque tipo essa sia) è al centro dello spettacolo Geppetto e Geppetto che va in scena martedì 5 dicembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Como. A proporlo, per il Circuito teatrale lombardo, è Tindaro Granata, autore di testo e regia e anche interprete sulla scena, con Angelo Di Genio, Alessia Bellotto, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli. Anche il pubblico del Sociale potrà vedere in scena uno spettacolo pluripremiato, che tratta un tema delicatissimo e dibattuto. Per saperne di più, è possibile partecipare alle 18.30, all’incontro Famiglia, ieri e oggi. Quale futuro?.  A presentare l’allestimento è lo stesso Granata, vulcanico interprete e autore messinese che, in pochi anni, con spettacoli come Antropolaroid e Invidiatemi come io ho invidiato voi, ha conquistato la critica e il pubblico.
Con Geppetto e Geppetto lei indaga il tema delicato delle famiglie arcobaleno. Come lo affronta?
Lo spettacolo ha al centro il tema della famiglia tout court. Geppetto e Geppetto fa, infatti, parte di una trilogia che, in modo diverso, esamina proprio questo istituto sociale essenziale. Con l’avvicinarsi dei miei quarant’anni, ho sentito l’esigenza di interrogarmi sul mio vissuto e le realizzazioni personali.

E che cosa ne ha dedotto?
Ho pensato che se non tutti siamo destinati a diventare genitori, tutti però siamo stati figli e da qui è partita la riflessione intorno al rapporto con chi ci ha voluto e amato. Tutto questo avveniva prima della legge Cirinnà e di tutto il dibattito che questa ha generato.
Perché il riferimento alla fiaba di Pinocchio?
Ho pensato a quanto il desiderio di genitorialità debba essere intenso e urgente in chi non può ottenerla. Anche Collodi descrisse un uomo solo che costruisce un burattino per avere compagnia e affetto. Tony e Luca, i due protagonisti della storia, dunque, sono “geppetti” e scelgono di avere un bambino, Matteo. Vincono le obiezioni, le critiche e i contrasti, coronando il proprio sogno.
Dopo alcuni anni spensierati, però, non tutto fila liscio ed emergono le difficoltà…
Sì, perché, una volta cresciuto, Matteo, chiede a Luca le motivazioni per cui è stato desiderato e “creato”.

Dunque uno scontro tra padre e figlio. Chi prevale?
Il confronto è equilibrato e l’ago della bilancia si sposta progressivamente, per dimostrare che l’amore, il desiderio di famiglia, sono universali e sempre validi. Il pubblico potrà immedesimarsi nei “ruoli” e rivivere le proprie emozioni.
Insomma, un messaggio positivo, intorno a un tema che genera spesso contrasti?
Credo fortemente nel valore del teatro come portatore di sogni e di idee provocatoriamente intelligenti. Da spettatore non mi siedo in platea per trovare il nichilismo. Quello c’è già in tv.
L’appuntamento pomeridiano è a ingresso libero. I biglietti per lo spettacolo serale costano 20 euro. Info: www.teatrosocialecomo.it.

(Foto di scena di Patrizia Lanna, foto in apertura di AndreaMacchia)

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