Al Festival tutti danzano la seta

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Si fa sempre più concreto e coinvolgente l’invito alla partecipazione che Teatro Sociale Aslico lancia ai comaschi (e non). Come è noto, per la decima edizione del Festival Como Città della Musica, che si svolgerà nella ormai vicina stagione estiva, la proposta a lasciarsi “catturare” dalla bellezza del fare arte (e non solo fruirne), raddoppia. Oltre al grande evento dell’opera partecipata, che, quest’anno vedrà i coristi di 200.com confrontarsi con il Nabucco di Verdi, il concetto di spettacolo “partecipato” si estende alla danza. Nella serata del 7 luglio, alle 21.30, in Arena, andranno in scena i Canti della seta. Di cosa si tratta? Di una vera e propria coreografia collettiva, per fare di Como una “città in movimento”. Per realizzare l’interessante e originale progetto, Barbara Minghetti ha chiamato un vero esperto in materia. Si parla di Virgilio Sieni, maestro di danza partecipata. Nell’83 ha fondato la compagnia Parco Butterfly, poi trasformata nel 1992 nella Compagnia Virgilio Sieni: si tratta di una delle principali realtà coreografiche italiane, che lavora, con i più importanti teatri e festival europei, tra i quali Festival d’Avignon, Biennale de la Danse de Lyon, Charleroi Danse di Bruxelles e Theatre du Merlan, Scène Nationale di Marsiglia, oltre che con tutte le principali realtà produttive italiane.

Sarà proprio lui a far danzare, insieme, nella serata del 7 luglio, oltre cento persone che, dal 23 aprile cominceranno una importante fase di preparazione, nei laboratori gestiti da Sieni e dai suoi assistenti. Si tratta di individui di estrazione ed età diverse, giovani, anziani, cittadini, donne, uomini, appassionati di danza o semplici neofiti che mai si sono cimentati con coreografie di qualunque genere. In questo elenco trovano posto anche danzatori professionisti, benché lo spirito della danza partecipata non sia quello di realizzare uno spettacolo con tutti i criteri e le regole del balletto accademico. I ballerini avranno il compito, infatti, di coadiuvare lo sforzo dei non professionisti, dai sedici anni in su, che stanno lavorando con passione, alla stregua dei coristi del Nabucco, sul versante dell’opera lirica. Le motivazioni che hanno spinto tanti a dare la propria disponibilità non mancano. Nella nostra città, Sieni proporrà, infatti un progetto “su misura” che si intitola, non a caso, Canti della seta. Questo prevede una serie di coreografie che verranno interpretate dai partecipanti e dai danzatori per realizzare quella che viene definita una “comunità di gesto”. Quale lo spunto? La nostra gestualità quotidiana, quegli atti, spesso automatici e ripetitivi che ci troviamo a compiere nella vita “normale”. Si tratta di un linguaggio del corpo apparentemente banale e prosaico, che Sieni vuole trasformare in gesto coreografico, lavorando anche sui concetti di relazione e di dialogo. Dunque Canti della seta si candida a diventare un altro appuntamento di assoluto richiamo nell’estate comasca.

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