A.N.N.A. Moro e Impastato a confronto

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«Lo volete sapere perché a mezzogiorno non esce di casa Tano Seduto? Non ci esce perché l’ombra gli sta esattamente sotto i piedi, e non vuole fare vedere che se la calpesta, nessuno, nemmeno lui la può calpestare. Questo mi dovete dire che ci sta per terra, no i mozziconi, i cocci e il piscio di cane… L’ombra di tutti, pure di Tano Seduto. E come calpestiamo quella di tutti, pure la sua possiamo mettere sotto i piedi. Quando troveremo il coraggio di calpestargli l’ombra, allora avremo vinto».

Così potrebbe parlare Peppino Impastato alla sua radio. Così parla Peppino Impastato nello spettacolo A.N.N.A. Amore Non Ne Avremo, scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Adduci e con Gianpiero Liga, selezionato da Artevox nel 2008, rappresentato in molti teatri italiani per ricordare la data del 9 maggio 1978, giorno in cui coincisero tristemente la sua morte e quella di Aldo Moro e di nuovo in scena mercoledì 10 maggio alle 21 a Vertemate con Minoprio.

Il testo immagina un impossibile ultimo dialogo tra il fondatore di Radio Aut e militante nei gruppi della sinistra extraparlamentare Peppino Impastato e lo statista democristiano Aldo Moro, avversari politici eppure fatalmente appaiati nella memoria collettiva.

Impastato unì la lotta politica a quella sociale impegnandosi in prima linea (lui, figlio di un mafioso) contro la criminalità organizzata, scoperchiandone senza paura le tristi istanze e denunciandone pubblicamente le brutture. Moro tentò di avvicinare i mondi del centro e della sinistra, che pur avendo contribuito unitamente alla Liberazione dal fascismo, si erano riscoperti inconciliabili nel Dopoguerra. Queste furono le cause principali dell’uccisione dell’uno e dell’altro.

Lo spettacolo vuole mettere in evidenza (anche se con assoluta libertà filologica) l’umanità di cui entrambi erano intrisi e il mondo che sognavano, le preoccupazioni per il “dopo” delle persone amate, la rabbia e la tenerezza.

Contrariamente al titolo, quella che si vuole raccontare è una storia d’amore. Due voci si frammischiano, quella di un uomo che sta cercando confusamente di mettere ordine nei pensieri e nei ricordi, e quella di un ragazzo che attraverso una radiolina a transistor lancia le sue invettive, la sua rabbia, la sua voglia di giusto…

In scena alle 21 nello spazio polifunzionale della scuola di via Vigna 3. Ingresso libero.

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