Vita da cantautrice, quattro artiste per un concerto alla Salumeria della Musica di Milano

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Donne, meravigliose come solo loro sanno essere. Quattro, in questo caso, piene di grinta, bravura e talento. Cantautrici, rigorosamente maiuscole, insieme per un live davvero speciale, in una delle location più longeve e prestigiose del panorama musicale milanese. Mercoledì 23 novembre, dalle 21, alla Salumeria della Musica, con il sostegno morale della Fondazione Fabrizio De André e il contributo di è nostra, un’impresa di comunità fornitrice di energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica, l’Adesiva Discografica di Paolo Iafelice presenta Vita da cantautrice, quattro artiste per un concerto. Sul palco si alterneranno le perle rosa dell’etichetta, Roberta Carrieri, Marian Trapassi, Sara Velardo e Manuela Pellegatta, e si racconteranno attraverso le loro storie vissute, scritte, commissionate, cantate e suonate, narrazioni di vita e di coraggio, di amori e di passioni, di viaggi intorno al mondo e di conquiste personali.

roberta01Roberta Carrieri, barese dalla personalità schietta e versatile, vanta numerose collaborazioni con altre realtà musicali, tra cui la performance di interazione fra disegno e musica dal titolo Tres! col disegnatore Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), la partecipazione al disco Maledette canzoni di Giangilberto Monti (un tributo ai maudits francesi) e a Il dono, tributo ai Diaframma prodotto da Federico Fiumani.  Nel 2009 è uscito il suo primo album da solista intitolato Dico a tutti così,  al quale hanno partecipato Cesare Basile, Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Davide Toffolo e Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus). Nel 2010 ha iniziato la collaborazione con Davide Van de Sfroos, sfociata  nella canzone Dove non basta il mare contenuta in Yanez e nell’omonimo tour teatrale di cui Roberta Carrieri è ospite speciale. Nel marzo 2013 ha pubblicato il suo secondo lavoro discografico dal titolo Relazione complicata, seguito, nell’aprile di quest’anno, dall’album Canzoni su commissione, nato da un originale esperimento di scrittura: le 12 tracce del disco prendono spunto da tematiche proposte da altrettanti committenti, tra cui Michele Mozzati (Gino e Michele, Smemoranda, Zelig), Simone Cristicchi, Andy Fluon (Bluvertigo), lo scrittore Leonardo Coen e Gian Maria Accusani (Prozac +, Sick Tamburo).

marianMarian Trapassi, siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, si è ritagliata negli anni uno spazio importante nel panorama della musica italiana. Il suo album di esordio Sogno verde del 2002 è stato accolto con interesse ed entusiasmo dalla critica, mentre, due anni dopo, con il suo secondo disco omonimo, ha vinto il Premio Ciampi come miglior artista emergente e nel 2008 ha pubblicato la sua terza fatica discografica. L’esperienza di Marian è passata anche dalla contaminazione di più territori e linguaggi: ne sono una testimonianza gli spettacoli Vago e torno e Vi chiamerò per nome, già concept del suo terzo album, con il quale ha partecipato al FEST – Festival di arte Scenica di Siviglia (2009). In più occasioni ha preso parte al Mantova Music Festival e al Salone del Libro di Torino, ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo/tributo a Nick Drake Le cose dietro il sole (2006) e ha prestato la sua voce per il progetto di Ashley Hutchings – Fairport Convention, My land is your land (2008). Dopo alcuni anni di silenzio, ha realizzato, con la collaborazione artistica di Simone Chivilò, un nuovo disco, Bellavita, l’arancia e altri viaggi, uscito nell’ottobre del 2014.

sara-velardo-2Sara Velardo, cantautrice e chitarrista calabrese che da anni vive in Lombardia, ha pubblicato tre album: Migrazioni del 2011, l’ep Polvere e gas del 2014 e 3, pubblicato nel marzo di quest’anno. Artista dall’intensa attività live, ha aperto i concerti di Paola Turci, Cristina Donà, 99 posse, Dolcenera, Wallis Bird, Perturbazione, Tricarico, Ginevra di Marco, Kutso, Erica Mou. Nel 2013 ha vinto il premio Musica contro le mafie con la canzone ‘Ndrangheta, un’ autoproduzione audio/video che ha causato polemiche nazionali e che l’hanno portata sulle pagine di giornali nazionali (Venerdì di Repubblica, Donna Moderna, Tustyle) e sulla Tv (Uno mattina Estate su Rai Uno). Dopo due album prevalentemente acustici, 3 è il suo primo disco in elettrico, che vanta la partecipazione di Andrea Viti (Karma, Afterhours) al basso, Fabio Zago alla batteria e Daniele Molteni alle chitarre liquide, nove tracce in cui si parla ancora di tematiche sociali come l’immigrazione, la violenza sulle donne, la libertà di stampa, la chiesa ma anche di amore, passione e assenze.

manuela_pellegatta_2Manuela Pellegatta, compositrice e polistrumentista milanese, ha iniziato sin da piccola a prendere lezioni di pianoforte e flauto traverso, poi come autodidatta si è avvicinata ad altri strumenti, come la chitarra, il basso e l’armonica. Nel 2008, suonando tutte le settimane seduta sulla mensola di un Bistrot a China Town, ha trovato l’ispirazione per scrivere diversi brani, e nello stesso anno ha cominciato a lavorare in una sala prove dove ha incontrato il fonico e produttore Fabrizio Fini, che le ha proposto di registrare nel Maxine studio i brani per la realizzazione del suo primo EP, Le candele del Cafè BistrotNel 2014 ha collaborato con Tommaso Santuari alla realizzazione della colonna sonora del cortometraggio Il castello – The ghost of revolution, presentato al Milano Film Festival., mentre nel 2015 è stata la protagonista del documentario Milestone, dedicato al suo percorso, realizzato dal regista Amin Wahidi (già vincitore del premio Città di Venezia 2014 e Carpine D’argento nel 2015 per il Cortometraggio “L’ospite”). Nello stesso anno ha iniziato a lavorare ai pezzi che hanno composto il suo album di debutto Tre minuti di sbagli, uscito nell’ottobre del 2016.

Un evento unico, la prima tappa di un tour che toccherà le principali città del nord Italia, una serata imperdibile, per sostenere la musica d’autore al femminile e l’eccellenza artistica di casa nostra. «Quando si scrive delle donne bisogna intingere la penna nell’arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle», ha scritto il filosofo francese del Settecento Denis Diderot. Quando sono loro a scrivere e a fare musica, invece, l’arcobaleno non basta. Siateci, dunque. Mi darete ragione.

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