Vespro solenne di Ognissanti: il Conservatorio omaggia Monteverdi

vespro-solenne-di-ognissanti-il-conservatorio-omaggia-monteverdi
0 569

Un salto indietro di quattrocento anni, nella Venezia a cavallo tra Cinquecento e Seicento, tra gli ultimi echi tardo rinascimentali e i primi accenni della magnificenza barocca. È quello che accade domenica 29 ottobre alle 14.30 in Duomo, dove sarà celebrato il Vespro solenne di Ognissanti, ricostruito secondo la forma liturgica in uso all’epoca nella Serenissima. Sarà una celebrazione in musica con la partecipazione di quattro cori del Conservatorio di Como, insieme a solisti e strumentisti. L’occasione è offerta dalla ricorrenza dei 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi (1567- 1643) ed è il frutto della collaborazione avviata da qualche anno tra Cattedrale e Conservatorio, in sinergia con i canonici, il cerimoniere e il maestro di cappella del Duomo. La celebrazione seguirà la prassi della policoralità: i quattro cori saranno infatti disposti in diversi spazi della Cattedrale e l’assemblea parteciperà con momenti di orazione e preghiera.

Gentile Bellini, Processione in piazza San Marco (1496), Gallerie dell’Accademia, Venezia

Verranno eseguiti salmi e antifone, inni e mottetti musicati da Monteverdi e da contemporanei come Andrea e Giovanni Gabrieli, Pietro Lappi, Alessandro Grandi, Costanzo Porta e Tommaso Graziani. Alcune di queste composizioni non sono mai state eseguite prima. Di Monteverdi, principe indiscusso di questo periodo storico di transizione, saranno eseguiti i salmi Dixit Dominus (1650), Confitebor tibi Domine, Beatus Vir, il mottetto Jubilet e lo splendido Magnificat a otto voci, tratto dalla Selva morale e spirituale.


La ricostruzione del Vespro veneziano è un’operazione culturale in omaggio al “divino Claudio” – nato a Cremona, attivo a Mantova e maestro di cappella a San Marco a Venezia – voluta allo scopo di far conoscere e apprezzare in maniera più completa dei capolavori musicali ricondotti al loro contesto originario. Non un’operazione “nostalgica”, insomma, ma un’immersione reale in quel particolare periodo storico: musicale, religioso e, perché no, architettonico, dal momento che salmi, inni e antifone risuoneranno tra il presbiterio rinascimentale e gli altari barocchi della nostra Cattedrale.


Il vespro inizierà con la processione e l’esposizione dell’Urna Volpi, il prezioso reliquiario di fine Cinquecento, voluto dal vescovo Gianantonio Volpi (1559-1588) primo attuatore delle riforme tridentine nella diocesi di Como. Protagonisti saranno la Schola Gregoriana diretta da Fausto Fenice, il Gruppo vocale e ensemble Concentus Vocum diretti da Michelangelo Gabbrielli, il Coro da Camera diretto da Domenico Innominato, il Gruppo Madrigalistico, Coro e Schola Cantorum diretti da Antonio Eros Negri, oltre a solisti, tre organisti e il Gruppo Ottoni dell’Istituto Donizetti di Bergamo. A eccezione di quest’ultima, sono formazioni del Conservatorio di Como, alcune aperte anche a cantori esterni. Il progetto si deve a Marco Rossi e a don Saverio Xeres, con la collaborazione di don Nicholas Negrini.

Lascia un commento