Van De Sfroos synfuniico anche a Cernobbio

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Dopo il doppio sold out al Teatro degli Arcimboldi di Milano con una ripresa a Varese e dopo tante date del Folk Cooperatour in compagnia degli Shiver, Davide è pronto per un nuovo concerto con l’orchestra Sinfolario diretta da Vito Lo Re a a Villa Erba di Cernobbio, giovedì 28 luglio. Il cantautore laghée proporrà live i brani dell’ultimo album Synfuniia, dove il suo repertorio è rivisto in chiave classica. In via del tutto eccezionale sul palco senza la sua chitarra, si esibirà accompagnato dai quaranta elementi dell’orchestra.

Scherzando, agli albori di questo progetto, l’artista ipotizzava di ribattezzarsi Davide Van Beethoven: BiBazz scopre perché.

Quali erano i compositori preferiti dal giovane Davide Bernasconi?
Innanzitutto Ludwig Van Beethoven. Umoralmente è quello che mi appartiene di più, con i suoi colori scuri, ma anche con improvvise aperture di serena solarità, con i momenti concitati e quelli di ampio respiro, come nella Pastorale. E, in assoluto, credo sia l’autore più indicato per scrivere una credibile colonna sonora del lago, perfetto per le sere di tempesta e le notti di luna. Ho un rispetto assoluto per la perfezione quasi quantistica di Johann Sebastian Bach, scrittore di una grandezza cosmica. E non potrei non amare il punk per eccellenza della musica classica: Wolfgang Amadeus Mozart. Una vita scapigliata che ha, nondimeno, prodotto musica sublime e per me non è un azzardo paragonarla ai Sex Pistols e ai Green Day. Per me la musica scorre tutta sullo stesso piano.

E quelli cari a Davide Van De Sfroos, che ha festeggiato i cinquant’anni con un’orchestra sinfonica?
Negli anni ho scoperto tanta musica, ho scoperto che c’erano altre tre Stagioni altrettanto belle e non solo la Primavera di Vivaldi. Ho amato e amo Mahler, Dvorak, Cajkovskij. Ma ci sono anche compositori contemporanei che non credo siano valorizzati come meritano. Sono quelli delle colonne sonore, grandi autori che dovrebbero rimanere per le loro opere, anche slegate dalle immagini. Per un Ennio Morricone e un Nino Rota ormai riconosciuti come classici ce ne sono innumerevoli, soprattutto americani, noti solo agli addetti ai lavori. Anche a questi si è ispirato Vito Lo Re che ha curato le orchestrazioni di Synfuniia.

Il duello, collocata proprio all’inizio dell’album, cita direttamente il Deguello di Dimitri Tiompkin, tratta da Un dollaro d’onore.
Per certi versi non si tratta di arrangiamenti orchestrali delle mie vecchie canzoni. È una vera e propria colonna sonora che accompagna momenti diversi del testo, naturalmente senza tradire la melodia, ma arricchendoli con i colori più diversi e numerose citazioni.

Yanez incorpora qualche battuta di Romagna mia, citata nei versi, stupisce Akuaduulza costruita sulla Suite for variety orchestra di Šostakovic (quella resa celeberrima da Eyes wide shut di Stanley Kubrick), ma qual è il brano che ha soprreso di più il suo autore?
Mad Max, sicuramente. Era una canzone molto rock, quasi progressiva, con echi dei Jethro Tull, frenetica e concitata. Qui, invece ha preso una piega molto più morbida, con una citazione dell’Ave Maria. Ho amato Grand Hotel con un’atmosfera che mi ha fatto pensare alla Gotham City dei film di Batman così come Yanez, ha evocato i Pirati dei Caraibi di Johnny Depp più che quelli della Malesia di Salgari.

Come è stata effettuata la scelta dei brani? Mancano alcune delle canzoni più celebri del repertorio e anche pezzi che sembravano già scritti per orchestra.
Ce n’erano alcuni, penso a Il cavaliere senza morte, che è proprio orchestrale ma, proprio per questo motivo, ritenevo che fosse superfluo riproporla così come non volevo realizzare una nuova raccolta di successi. Ci sono, invece, brani che spero nessuno si aspettasse, come El calderon de la stria, Il reduce, Il dono del vento o La figlia del tenente.

Dalla registrazione al palcoscenico il passo è tutt’altro che breve.
La sensazione è incredibile. Ho capito cosa significa cantare in questa situazione. Percepisci la presenza di tutte queste persone sul palco che stanno vivendo la musica assieme a te, la stanno suonando, la stanno trasformando. E tu devi abbandonarti, perché non sei aggrappato a una chitarra, sei sorretto completamente da loro e dal maestro e devi fidarti. È come stare su un tappeto volante sapendo che se sbagli cadrai, perché loro non potranno seguirti.

Biglietti disponibili su TicketOne a 30 euro (I settore), 25 euro (II settore) e a 18 euro (III settore). A tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita.

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