Un musical ribelle da Eugenio Finardi

Eugenio Finardi
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Un progetto coraggioso, fuori dagli schemi. Un musical impegnato, che racconta i sogni spezzati di due generazioni a confronto: quella dei ragazzi degli anni Settanta con l’utopia della radio libera e la presunzione di cambiare il mondo consumando eroina e quella dei giovani di oggi, che nei rave si imbottiscono di droga per assuefarsi al mondo. È Musica Ribelle. La forza dell’amore, l’opera rock (prodotta da Todomodo e Bags) con i successi di Eugenio Finardi e la regia di Emanuele Gamba, che debutta in prima nazionale il 29 settembre al Teatro Nuovo di Milano. Ed è proprio il cantautore milanese a parlarci di questo spettacolo, nato da un’idea di Pietro Contorno con protagonisti due giovani attori, Federico Marignetti (già Romeo in Romeo e Giulietta di David Zard) e Mimosa Campironi.

Finardi, come ha preso l’iniziativa?
Ne sono stato da subito lusingato e ho cercato di dare il mio contributo, pur rendendomi conto che non era una cosa mia, ma di Pietro e del suo gruppo livornese, che mi ha ricordato il mio modo di lavorare con il collettivo della Cramps, quell’essere un’unica anima con tante braccia. È dunque uno spettacolo su come Contorno immagina Finardi, perché quando si ha la fortuna di entrare nella vita della gente, si diventa un personaggio che va al di là della propria vita. E poi ho un altro motivo per ringraziare Pietro.

Quale?
Questo progetto è avvenuto parallelamente al ritrovamento, a Vicenza, dei nastri originali, quelli della sala di incisione, con le istruzioni che davo ai miei musicisti. Questa cosa mi ha riportato indietro nel tempo e mi ha spinto l’anno scorso a pubblicare il cofanetto Musica ribelle, dopo quarant’anni.

Lei stesso ha contribuito alla selezione delle musiche dello spettacolo?
No, il mio ruolo è stato quello di testimone di un’epoca, dovevo lasciare spazio all’immaginario di questo grande gruppo di lavoro e alle canzoni che sentivano proprie: Dolce Italia, Patrizia, Diesel, Un uomo, Extraterrestre, La radio, La forza dell’amore, Musica ribelle… Io avrei fatto altre scelte, ma una canzone appartiene a chi l’ascolta.

Ha partecipato alla selezione del cast?
Sì, ho visto cinquecento ragazzi tra cantanti e musicisti, perché la musica di questo spettacolo è suonata ogni sera dal vivo. Nei workshop abbiamo tenuto conto non solo delle capacità tecniche ma anche della partecipazione, della condivisione delle parole delle canzoni che per me rappresentano un pezzo di vita. Uno dei ragazzi selezionati ora fa parte della mia band ufficiale.

Che sonorità ascolteremo?
Quando ho visto per la prima volta lo spettacolo ho esclamato: «Troppo forte!». E se devo dirlo io! La mia musica è tutt’altro che ammorbidita. Ma usciamo dagli schemi, nemmeno Musica ribelle ai tempi stava in una scatola! Aspettatevi l’inaspettato.

Ha senso riproporre oggi gli anni Settanta?
Certo! Non c’è periodo più adatto per ribellarsi che questo in cui tutto è manipolato, manipolabile e forte è il senso di inadeguatezza dei ragazzi.

Quali differenze vede tra la sua generazione e quella dei giovani di oggi?
La generazione di oggi è simile a quella degli hippie, ma se noi pensavamo di cambiare il mondo prima che il mondo cambiasse noi, ora i giovani devono cambiare il mondo prima che cambi il mondo stesso, anche a causa dell’inquinamento, della politica dello spreco. Noi avevamo l’idea di un futuro infinito, di continuo progresso, adesso i ragazzi hanno la consapevolezza di dove li porterà il surriscaldamento del pianeta. E poi i giovani di oggi hanno un rapporto meramente consumistico del divertimento e dello sballo.

Che ricordi ha degli anni trascorsi a Carimate?
Belli! Ho comprato casa lì e ci sono rimasto per tutti gli anni Ottanta. Il Castello era uno dei centri mondiali della musica, c’erano Pino Daniele, i Pooh… L’incubo era tornare a Milano dalla Comasina. La mia casa discografica era quella del Castello e usavo il parco come fosse il giardino di casa mia. La prima puntata della trasmissione televisiva Mister Fantasy, dedicata alla musica rock, è stata girata nel parco del Castello. Ho ancora tanti amici a Carimate che mi seguono nei concerti.

Musica Ribelle. La forza dell’amore è in scena al Teatro Nuovo di Milano dal 29 settembre all’8 ottobre. Biglietti 29,50 a 39,50 euro.

(Foto di scena di Andreana Ferri)

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