Un disco nuovo per Moranera

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Registrare un disco è sempre un’emozione, oltre che la migliore conclusione possibile di un lungo percorso artistico, fatto di fatiche immani, prove interminabili, imprevedibili intuizioni, inevitabili nervosismi, crisi incontrollate e uno smodato consumo di bevande di dubbia provenienza e dalla varia ed eventuale gradazione alcolica.
Se poi l’ambiente in cui si registra è uno studio in cui la massima professionalità si accompagna a una strumentazione da urlo e a un’atmosfera di sconsiderato e corrisposto affetto, è un po’ come aver vinto – facile – al Superenalotto.

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Questo è quello che sta accadendo a Moranera, storica band comasca che da una ventina d’anni circa porta in giro la sua “world music”, ha all’attivo tre album, parecchie collaborazioni illustri, un considerevole numero di live tra Italia ed estero ed è la mia seconda famiglia da diverse primavere.

Cinque brani, un Ep per raccontare l’evoluzione degli ultimi tempi, dovuta a un cambio della guardia tra musicisti e a una diversa visione d’insieme, senza dimenticare l’impegno sociale e le sonorità ricche e calde del Mediterraneo. Un disco “breve ma intenso”, che può vantare l’intervento delle sapienti mani di Antonio “Aki” Chindamo, gran visir dello studio Auditoria Records di Andrate (CO), un luogo magico talmente pieno di luci, levette, pulsanti e strumenti che il Millenium Falcon di Han Solo al confronto pare la vasca da bagno di Teodorico, re degli Ostrogoti (L’avete mai vista? Sta là, mezza rotta, tutta sola e triste, al centro del Mausoleo omonimo a Ravenna, a ricordarci di quanto siamo fortunati noi, in questa era di parafulmini e interruttori salvavita). La collaborazione con Aki e con Auditoria è iniziata quasi per caso nel 2011, in occasione della registrazione dell’album Acqua in bocca, e si è trattato di un vero colpo di fulmine: lui era l’uomo giusto al posto giusto. E siccome squadra che vince non si cambia, questa volta la scelta è stata semplice e immediata.
Disco chiama video, che nell’era dei social dicono funzioni (i “Morineri” sono anziani, ma al passo coi tempi, altrochè…), video chiama visioni oniriche molteplici e da contenere (che no, Charlize Theron è fuori budget, ragazzi, e la Casa Bianca ha fatto sapere che lo studio ovale non è al momento disponibile), ma anche la necessità di far partire una campagna di crowdfunding per la sua produzione, quindi, a breve, avrete notizie in merito. Per il momento, l’attenzione è tutta per i cinque cuccioli di casa, che stanno crescendo piano piano sulle dita, nella testa e nel cuore di Stefano Santi, basso e voce, Ivano Greppi, chitarra e fisarmonica, Daniele Rosa, chitarra, Diego Grippo, batteria. Tra loro anch’io, a difendere le quote rosa e a cantarci su, grata di fare parte di questo team di adorabili mascalzoni. Non è necessario aggiungere altro, al momento, perché alla musica non servono molte parole, per arrivare dove deve. “La musica è l’esempio unico di ciò che si sarebbe potuta dire – se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee – la comunicazione delle anime”, scrive Marcel Proust ne La prigioniera, e io sono d’accordo.

 

C’è tutta l’anima solare e appassionata di Moranera, in questo piccolo disco.
È la nostra festa più bella.
Siete tutti invitati.
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2 commenti

8 aprile 2016 alle 15:10

Grande Alessia!!!

24 aprile 2016 alle 17:22

Grazie, Dani!!

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