Ultima replica per l’Elisir d’amore in Arena

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L’elisir d’amore è il titolo scelto per il nuovo progetto 200.com, l’opera partecipata ormai diventata celebre, che aprirà la nona edizione del Festival Como città della musica mercoledì 29 giugno.

L’elisir d’amore, melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. Con Francesca Sassu (Adina), Davide Astorga (Nemorino), Pablo Galvez Hernandez (Belcore), Vincenzo Nizzardo (Dulcamara) e Sarah Tisba (Giannetta). Orchestra 1813Orchestra 200.com dirette da Jacopo Rivani. Coro e Coro di voci bianche 200.com con Coro Città di Como, Coro voci bianche del Teatro Sociale di Como diretti da Dario Grandini e Mario Moretti. Regia di Rosetta Cucchi. Scene di Tiziano Santi. Costumi di Silvia Pernigotti. Video di Roberto Recchia. Produzione Teatro Sociale di Como Aslico.

Per duecento e più comaschi sta per scoccare l’ora attesa da tanti mesi. Tra poche ore porteranno in scena il frutto di tanti lunedì passati a provare, cantare, muoversi, imparare l’arte per non metterla più da parte, ma proporla al pubblico che assieperà l’Arena del Teatro Sociale di Como. È l’ora di bere un bel sorso di Elisir d’amore. La celeberrima opera di Donizetti ha 184 anni sulle spalle, ma resta una delle più amate del repertorio lirico e, fatalmente, è diventata il Progetto per la città 2016 dei 200.com. È la quarta edizione: la prima, nel 2013, celebrò il primo bicentenario del teatro cittadino con un allestimento straordinario dei Carmina Burana di Carl Orff dove, per la prima volta, la gente comune si mise in gioco. L’idea di Barbara Minghetti era portare sul palco la gente, cantanti, musicisti, ballerini semiprofessionisti, dilettanti, amatoriali: tutti quanto possono diventare parte del cast con dei requisiti base che vengono poi affinati nel corso delle prove. Queste durano mesi e mesi, perché, fatta salva la provenienza popolare delle comparse, la resa durante gli spettacoli deve essere impeccabile. E anche se tutto questo è, di certo, un gran divertimento per chi lo fa, tutti hanno immediatamente compreso che l’impegno deve essere massimo. A quel successo ne sono seguiti altri due, richiedendo sforzi sempre maggiori, aggiungendo movimenti scenici e vere e proprie coreografie come è accaduto nel 2014 con Cavalleria rusticana di Mascagni e l’anno scorso con Pagliacci di Leoncavallo.

(Foto di Andrea Butti)

(Foto di Andrea Butti)

Quest’anno la scelta è caduta su un’opera che, sicuramente, rappresenterà una sfida ancora maggiore per tutti. Iniziamo semplicemente dalla durata: Carmina Burana, Cavalleria e Pagliacci sfiorano di poco i sessanta minuti, un tempo modesto paragonato all’estensione di certi melodrammi. Elisir supera l’ora e mezza con i suoi due atti. E non è tutto: i lavori di Mascagni e Leoncavallo appartengono alla fine del XIX secolo, 1890 e 1892 rispettivamente, in pieno verismo. Orff, addirittura, scrive a metà degli anni Trenta del Novecento. Con il melodramma giocoso di Donizetti, invece, arretriamo al 1832: sessant’anni che fanno tutta la differenza come avranno avuto modo di scoprire i veterani di 200.com, sapientemente guidati dalla regista Rosetta Cucchi mentre alla bacchetta ritroveremo Jacopo Rivani, giovane direttore di eccellente curriculum, incontrato a Como per l’Opera domani prodotta per Expo, Milo e Maya e il giro del mondo. Nei ruoli principali si impegneranno voci selezionate grazie al Concorso per giovani cantanti lirici dell’Aslico. L’elisir d’amore, che ha inaugurato il festival Como città della musica, replicherà sabato 2 e martedì 5 luglio. I biglietti (da 30 a 25 euro a seconda dei settori) sono in vendita alle casse del Teatro Sociale aperte, nei giorni di spettacolo, dalle 16. Informazioni al sito www.comofestival.org.

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