Tutti al parco con Marina

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Mercoledì 28 giugno alle 21.30 al Parco Tittoni sarà di nuovo una serata di grande musica. Ricordo ancora la folgorazione, nel lontano 1996, quando sul palco di Sanremo comparve una ragazza molto particolare, con dei capelli lunghi e ricci (per la precisione, frisée), bellissimi, che suonava le percussioni e stava sul palco a piedi nudi, cantando Al di là di questi anni.

Si trattava di Marina Rei e io ho capito subito che quella sarebbe stata una cantante che mi avrebbe accompagnato, in qualche modo, per molto tempo. Così è stato: l’anno successivo fu quello di Primavera, che è tuttora uno dei miei pezzi preferiti e che ricordo tutto a memoria. Vennero poi, nel tempo, grandissimi successi e grandi collaborazioni: T’innamorerò, Un inverno da baciare, L’allucinazione, I miei complimenti, Musa e L’errore. Marina rei è una di quelle artiste che sai di ritrovare sulla tua strada, che maturano – come te – mantenendo comunque il loro stile, a costo di rinunciare a qualche palco o scegliendo di cambiare etichetta, nel tempo. Lei non ha comunque mai rinnegato il passato e, anzi, ha avuto l’intelligenza di rivederlo e rivalutarlo, come nel caso del progetto acustico Al di là di questi anni: partendo proprio dal singolo di esordio, la cantante ha rivisitato, nel 2007, il suo repertorio, interpretandolo con una band composta da quartetto d’archi, pianoforte, chitarra e, immancabili, percussioni.

Indimenticabile il duo con Carmen Consoli, risalente al 2008, poi il tour con Paola Turci e Max Gazzè: resta ancora per me un grande rimpianto non averla potuta ammirare in quell’occasione, un pochino compensato dall’averlo fatto sul palco di Amiche per l’Abruzzo.

Non tutti, forse, conoscono qualche “chicca”: l’interpretazione di Piece of my heart di Janis Joplin, ad esempio, nella raccolta di Italia Wave dedicata al 40° anniversario di Woodstock. Oppure Qui è dentro, canzone presentata al Primo Maggio nel 2012 e portatrice della nomination al Premio Amnesty Italia 2013. Con quel pezzo si poneva l’attenzione su uno dei temi da sempre oggetto di grande discussione oggi nel nostro Paese: il sovraffollamento delle carceri.

L’album di quell’anno, La conseguenza naturale dell’errore vede anche l’arrangiamento di Che male c’è da parte del grande Ennio Morricone, per la quale Marina Rei ha avuto l’onore di cantare. Insomma, la ragazza ha un sacco di cose da raccontare, tanti pezzi con cui emozionare, una grande energia con cui coinvolgere il pubblico. Lasciatevi coinvolgere… ché siamo come i fiori prima di vedere il sole a primavera.

Biglietti a 10 euro.

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