Tre giorni di prog a Veruno con Procol Harum e Motorpsycho

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Impressioni di settembre? Più che mai positive, grazie a 2Days Prog + 1, il festival di rock progressivo a Veruno (Novara), quest’anno alla nona edizione. Tre serate completamente gratuite, venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 settembre, nella piazzetta della Musica (via Marconi), in centro paese, ciascuna con almeno quattro gruppi in concerto, inizio alle 18 circa, e artisti vecchi e nuovi da Italia, Regno Unito, Europa, Nord America e Asia, lambendo finora quasi tutti gli aspetti stilistici del progressive: dal classico rock sinfonico-romantico a quello sperimentale, al folk, al jazz-rock e quest’anno addirittura al Neapolitan sound. Motorpsycho e Procol Harum (nella foto in alto) tra le formazioni più celebri di questa tornata (l’anno scorso si applaudirono Saga, Uriah Heep e Soft Machine Legacy e in passato, tra gli altri, Magma, Pfm, Area e Branduardi). Tutto questo in un’altra regione sì, ma a una distanza non eccessiva da Como – circa settanta chilometri (uscita Castelletto Ticino, autostrada A8/A26, info 328-106.57.90, www.ver1musica.it) – tant’è che questo piccolo comune dell’Alto Novarese è ormai noto al mondo per le sue iniziative artistiche. 2Days Prog + 1 fa parte di Ver1Musica, festival culturale settembrino che comprende anche jazz, classica, rassegne cinematografiche e altri eventi.

Comedy Of Errors

Il “calcio d’inizio” affidato venerdì 1 settembre ai veneti Mad Fellaz, autori di un rock sinfonico pulito e melodico con incursioni nel jazz e intricate strutture percussive. Seguiranno gli scozzesi Comedy Of Errors, facenti parte della corrente ormai storica del new progressive, o new prog, vale a dire quel movimento generatosi da un nugolo di gruppi britannici i quali, chi più fortunato chi meno, cercarono di rilanciare il rock romantico negli anni ottanta. I Marillion di Fish sono coloro di cui più ci si ricorda, seguiti via via da Twelfth Night, Pendragon, I.Q. eccetera, con i Comedy Of Errors – nome shakespeariano – nelle ultime posizioni ma non per qualità. New prog, si diceva, nato come una sintesi attualizzata del sound di Genesis e Camel e diventato poi genere a sé stante con ritmiche sostenute, brani mai eccessivi e, nel caso dei Comedy, un cantato un po’ troppo simile a quello di Nick Barrett dei Pendragon. Frettolosamente liquidato come “facilotto” il filone si fa invece ricordare per exploit melodici di indubbio valore. Con un culto ancora così intenso, i Comedy, manco a dirlo, sono attesissimi se non altro per il valore storico. Ecco quindi i Tangekanik, ovvero un ibrido tra due formazioni svedesi dalle storie incrociate: The Tangent, guidati da Andy Tillison e i Karmakanic di Jonas Reingold. La formazione ibrida risultante si produrrà in un complesso patchwork che, parimenti ai conterranei Flower Kings, costituirà un bignami di tutte le peculiarità del rock sinfonico. Sempre dalla Scandinavia arrivano i primi headliner della rassegna, ovvero i norvegesi Motorpsycho. Con il nome dal titolo di un film di Russ Meyer, completando un’ideale trilogia che assieme agli statunitensi Faster Pussycat e Mudhoney omaggia altrettanti classici del noto regista, la band di Trondheim esordisce a fine anni ottanta con un intelligente alternative metal venato di psichedelia, evolutosi in un suono eclettico che oscilla con scioltezza tra noise, momenti duri e allucinati e melodie di gran pregio.

Motorpsycho

Primi sul palco sabato 2 i Deafening Opera, bavaresi che malgrado il background metal sono riusciti anch’essi a ottenere un sound impeccabile e accattivante, seguendo l’esempio evolutivo degli svedesi Opeth: dal ringhio death a un prog elaborato e arrangiato. Dall’Ucraina un’altra accoppiata: quella tra Karfagen e Sunchild, entrambe creazioni del musicista Antony Kalugin che dalla madrepatria ha strappato applausi e contratti in terra d’Albione. I Sunchild sono orientati sul new prog mentre i Karfagen, più “tradizionalisti”, si ancorano agli arrangiamenti sontuosi dei gruppi anni settanta. Gran trepidazione per l’esordio italiano dei Discipline, statunitensi già noti vent’anni fa per il brillante esordio Unfolded like staircase in chiave dark-prog; guidati da Matthew Parmenter, sono ansiosi di esibirsi da noi come lo sono i fan. Provengono dagli Usa progressivi anche gli headliner della serata: quei Glass Hammer dalla carriera che in più punti ha incrociato il cammino con quello degli Yes: il loro ex frontman Jon Davidson è, oggi, in forza alla band di Howe e White, sostituendo Jon Anderson che a sua volta comparve tempo prima in un disco degli americani; ora la cantante solista è la preparata Susie Bogdanowicz, interprete anche della cover yessiana South side of the sky.

Glass Hammer

Primi domenica 3 gli Ingranaggi Della Valle, giovani, ma già blasonati romani capitanati dal chitarrista Flavio Gonnellini, figlio di Pierdecio, commerciante discografico ben noto tra i progsters della capitale. Assai eclettici, gli Ingranaggi, con il loro jazz – sympho – ethno prog già vantano collaborazioni illustri, in primis quella con il bassista dei Goblin Fabio Pignatelli. Da Roma a Napoli con i Sophya Baccini’s Aradia, più l’ospite speciale Christian Décamps, leader dei francesi Ange. La formazione capitanata dalla cantante partenopea dalla voce cristallina, erede morale di Jenny Sorrenti e con una presenza scenica che fa ricordare Tracy Hitchins, creerà con l’apporto di Décamps suadenti atmosfere celtiche venate, com’è intuibile, da suggestioni mediterranee. Un new prog attualizzato agli anni Duemila lo propongono gli inglesi Frost, supergruppo formato da membri di Level 42, Steven Wilson Band e It Bites. Le composizioni orecchiabili, ma affatto banali, al passo coi tempi, confermano la band tra i portabandiera del “neo-new prog” assieme ai connazionali Lifesigns (peraltro anch’essi un supergruppo).

Frost

L’onore di chiudere Veruno 2017 spetta ai Procol Harum di Gary Brooker, per i pochi che ancora non lo sapessero, autori di A whiter shade of pale, classico anni Sessanta la cui versione in italiano Senza luce, cantata dai Dik Dik su testo di Mogol, ne ha rafforzato il mito. Ammirati qualche anno fa anche a Campione d’Italia, Brooker e compagni hanno contribuito assieme ai coevi Moody Blues a tracciare la strada del rock classicheggiante, distinto da quello psichedelico, a tutte le superstar degli anni settanta. Gary, cantante, pianista e leader indiscusso, assieme al chitarrista di lungo corso Geoff Whitehorn e ai componenti più recenti, offrirà un’emozionante carrellata di classici.

L’ideatore di Ver1musica, che dal 2009 ha sempre registrato il pienone, è Alberto Temporelli, mentore dell’omonima associazione e, ovviamente, della sua parte prog, supportato da uno staff tecnico qualificato che vede tra gli altri Luca Rizzini, collezionista e collaboratore di rinomate riviste, e la britannica Octavia Brown, presentatrice bilingue di tutti i gruppi in cartellone. Veruno chiude un’appagante estate progressiva incominciata a giugno con la rassegna Prog and Frogs a Cascina Caremma (Pavia) e culminata con i concerti italiani di Anderson, Rabin e Wakeman. Che sia il 1970 o il 2017 poco importa: le emozioni trascendono il tempo, come è giusto che sia.


Il programma

Venerdì 1 settembre

– ore 16.30 forum Lo Zoo di Berlino
– ore 18 Mad Fellaz
– ore 19 Comedy of Errors
– ore 20.35 The Tangent + Karmakanic
– 22.45 Motorpsycho

Sabato 2 settembre

– ore 16.30 Forum 19 Lo Zoo di Berlino
– ore 18 Deafening Opera
– ore 19 Karfagen + Sunchild
– ore 20.35 Discipline
– 22.45 Glass Hammer

Domenica 3 settembre

– ore 16.30 Forum 19 Cellar noise
– ore 18 Ingranaggi della Valle
– ore 19 Sophya Baccini’s Aradia (feat. Christian Décamps)
– ore 20.35 Frost
– 22.45 Procol Harum

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