Tornano palco aperto e jam session a Cantù con Sara Velardo

0 820

Dopo il successo del Cantavelardo, la serata ideata da Sara Velardo il 23 marzo scorso a Cantù, alla quale hanno partecipato molti musicisti del territorio con la loro personale reinterpretazione dei suoi brani, mercoledì 26 aprile, dalle 21, tornano palco aperto le jam session All’Unaetrentacinquecirca, dedicate all’improvvisazione, a tutti i generi musicali e a tutti gli artisti, soprattutto i più giovani, che avranno l’occasione di proporre e far ascoltare i propri pezzi inediti, testare nuovi suoni e suonare con altri musicisti, sia che siano professionisti o semplici appassionati. Un invito aperto a chiunque voglia mettersi in gioco, di cui Sara, insieme a Carlo Prandini, si fa promotrice e organizzatrice, con tutto il talento, l’energia e la creatività che la contraddistinguono.

Sara Velardo, cantautrice e chitarrista calabrese che da anni vive in Lombardia, ha pubblicato tre album: Migrazioni del 2011, l’ep Polvere e gas del 2014 e 3, pubblicato nel marzo di quest’anno. Artista dall’intensa attività live, ha aperto i concerti di Paola Turci, Cristina Donà, 99 posse, Dolcenera, Wallis Bird, Perturbazione, Tricarico, Ginevra di Marco, Kutso, Erica Mou. Nel 2013 ha vinto il premio Musica contro le mafie con la canzone ‘Ndrangheta, un’ autoproduzione audio/video che ha causato polemiche nazionali e che l’hanno portata sulle pagine di giornali nazionali (Venerdì di Repubblica, Donna Moderna, Tustyle) e sulla Tv (Uno mattina Estate su Rai Uno). Dopo due album prevalentemente acustici, 3 è il suo primo disco in elettrico, che vanta la partecipazione di Andrea Viti (Karma, Afterhours) al basso, Fabio Zago alla batteria e Daniele Molteni alle chitarre liquide, nove tracce in cui si parla ancora di tematiche sociali come l’immigrazione, la violenza sulle donne, la libertà di stampa, la chiesa ma anche di amore, passione e assenze.

«Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona ciò che la tua anima detta», ha affermato una volta il più grande sassofonista della storia del jazz, Charlie Parker. Accordate le chitarre, dunque, scaldate la voce e tenetevi pronti. Il palco aspetta solo voi.

Lascia un commento