Torna Nic Cester: dai Jet a Sugar rush passando da Como

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Secondo alcuni il cognome Cestér risale a un termine veneto che designava i cestai, chi fabbricava i cesti, per intenderci. Gli studiosi affermano che il capostipite sarebbe stato di Portogruaro, seconda metà del Settecento: il calzolaio e, in seguito, conciatore di pellami Francesco Cestér. Oggi è un cognome abbastanza tipico nell’area trevisana, diffuso in tutto il Triveneto. E lì si trovano le origini di Nicholas John Cester, solo Nic per gli amici e per i fan di tutto il mondo, che lo hanno conosciuto come frontman dei Jet, una rock band che ha ventuto più di sei milioni di dischi del mondo, con classici come Are you gonna be my girl?, Cold hard bitch e Shine on in repertorio e tre album che lo hanno portato in tour in tutto il mondo dalla nativa Melbourne.

Ora presenta la sua prima prova solistica, Sugar rush, in uscita venerdì 3 novembre, accompagnato da una band dal nome particolarissimo, The Milano Elettrica, e con due singoli in rotation, Psichebello e il recentissimo Eyes on the horizon. Lo incontriamo nentre è a Milano, impegnato nelle prove per il tour.

Cosa ti ha portato sul Lario?
Cercavo le mie radici: dopo la scomparsa di mio padre, ho cercato di scoprire le sue origini, la sua lingua che mi è sempre piaciuta, volevo impararla.

Missione compiuta: oggi parli un italiano fluentissimo
La mia fidanzata, Pia, poteva approfittare di un periodo di studio alla Bocconi e siamo arrivati in Italia, a Milano. Devo dire, però, che la Milano di allora era diversa – è migliorata negli ultimi – e non volevamo viverci. Ho uno zio, Eugenio, che ci ha detto che Como era molto bella e vicino a Milano. Lo devo confessare: non avevo mai sentito nominare questa città, ma appena ci siamo ritrovati qui siamo stati conquistati e abbiamo preso casa.

Nic Cester (Foto di Mark Wilkinson)

Da allora Nic Cester è diventato, a pieno titolo, comasco: è una rockstar sul palco, ma mai nella vita quotidiana.

Intanto lavoravi alle tue nuove canzoni.
Sì. Quando si sono sciolti i Jet non sapevo bene cosa fare. Sono stato a Berlino e lì ero davvero anonimo, potevo fare quello che volevo, ricominciare da capo. Soprattutto non avendo più una band né un contratto discografico ero libero di sperimentare. Ho scritto tante canzoni uscendo dal formato di rock puro che caratterizzava la band: potevo mescolare stili e influenze. Le ho registrate da solo, realizzando tutte le parti strumentali. Questi brani sono piaciuti a Jim Addiss, il produttore degli Arctic Monkeys, dei Kasabian, ma anche di due million seller come 19 e 21 di Adele.

The Milano Elettrica: Sergio Carnevale, Adriano Viterbini, Nic Cester (con Lucio Battisti), Roberto Dragonetti, Raffaele Scogna e Daniel Plentz

Da lì la decisione di registrare con una band: i Calibro 35.
Avevo sempre voluto lavorare con loro, con il mio amico Tommaso Colliva, ed è stato proprio lui lui, assieme a Sergio Carnevale dei Bluvertigo, ad aiutarmi a cercare i musicisti per i live. Così ho potuto ripensare tutto da capo, chimare due batteristi, perché sentivo che questi brani ne avevano bisogno, e formare una super band di nove elementi.

The Milano Elettrica è il nome ed è un who’s who della scena contemporanea, con nomi come Daniel Plentz (Selton), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) oltre allo stesso Carnevale, a Roberto Dragonetti, Raffaele Scogna e a una sezione di fiati. La stessa formazione che si vede nel video di Eyes on the horizon il cui video è stato realizzato dal team comasco di Olo Creative Farm. Questo team creativo non è nuovo a esperienze musicali che hanno portato la squadra guidata da Mattia Amadori, Andrea Corti e Max De Ponti a diventare una realtà importante, un punto di riferimento sul Lario, ma con numerose produzioni di respiro internazionale.

Dal 2005 “gli Olo” si propongono di «sperimentare tecniche e rappresentazioni audiovisive e grafiche» avvalendosi della collaborazione delle migliori professionalità del territorio: oggi sono nella squadra Elisa Cocchi, Marco Russo e Marco Pepe. In questi dodici anni si sono caratterizzati per la realizzazione di clip musicali, visual, installazioni, mapping, naturalmente spot pubblicitari, ma anche “corti” e lungometraggi. In ambito musicale si sono distinti collaborando con i Muse (Matthew Bellamy è un altro rocker che ha scoperto il Lario) riprendendo il backstage del grande concerto a Wembley del trio britannico, e con nomi diversissimi come possono esserlo la star africana Fatoumata Diawara e la grande Rita Pavone che ha scelto gli Olo per il suo ritorno alla musica. Hanno collaborato a più riprese con gli Afterhours arrivando a firmare il film – concerto Hai paura del buio? distribuito in dvd da Feltrinelli Real Cinema.

Backstage del videclip di Eyes on the horizon (Olo Creative Farm)

Come hai incontrato Olo Creative Farm?
Li ho conosciuti grazie al mio amico Matthew Bellamy. Mi ha invitato a una cena in cui c’erano anche loro e, oltre a diventare grandi amici, ho avuto modo di apprezzare il loro lavoro in questi anni. Mi è sembrato naturale chiedergli di realizzare il video che avevo in mente, una performance in un locale anni Ottanta, quasi kitsch e, naturalmente, hanno fatto un lavoro eccellente. Volevo che ricordasse certe cose di Bryan Ferry di quel periodo.

Il videoclip, firmato da Olo Creative Farm, e stato ripreso da Ugo Perazzini e vede il cantante e la band eseguire la canzone all’Apollo Club di Milano, trasfigurato per l’occasione. È una ballad elettro soul dalla melodia avvolgente, che mette in risalto la potenza vocale di Nic Cester che è sempre stata uno dei punti distintivi dei Jet. Con il sound rock e spartano di quella band, peraltro, questa canzone e l’album in uscita venerdì 3 novembre, hanno poco a che che vedere: davvero un nuovo inizio per un artista che ha ancora tanto da esprimere.

Nic Cester & The Milano Elettrica in un frame del videoclip di Eyes on the horizon (Olo Creative Farm)

I primi impegni di Nic Cester & the Milano Elettrica per promuovere Sugar rush sono in Australia, ma non mancheranno nuove date italiane e, naturalmente, c’è un sogno lariano: «Mi piacerebbe suonare a Como, spero di riuscirci perché amo molto questa città».

E questa città ora fa il tifo per Nic.

(Foto in apertura di Ray Tarantino)

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